Manifesto · 09 di 21

Trasporti e pendolari

Arrivare in orario non deve essere una fortuna.

← Tutti i temi · Dati aggiornati al 13 ottobre 2026

In ritardo. In orario.

Il problema

Nel 2024 i treni regionali hanno trasportato ogni giorno 2.538.000 persone, contro i 2.873.000 del 2019. L’età media dei treni è 14,7 anni, ma sale a 16,6 al Sud contro i 13,2 del Nord. Il Fondo nazionale trasporti, in termini reali, vale circa il 35% in meno del 2009 (Legambiente, Pendolaria 2025).

Cosa facciamo

Un orario che regge. Sulle linee con più pendolari treni e bus hanno coincidenze pianificate insieme, non ciascuno per conto suo. Ogni linea pubblica ogni mese puntualità, corse soppresse e treni in servizio, e le peggiori hanno un piano con scadenze.

Studenti e lavoratori. Un abbonamento unico per ogni area, scontato per gli studenti, valido su treno, bus e metro. Chi si muove per studiare o per lavorare non deve pagare tre biglietti per un solo viaggio.

Per gradi. Il Fondo nazionale trasporti non si ripristina in un anno: servirebbero circa 8 miliardi, quasi 3 in più di quelli previsti. Noi aggiungiamo 0,8 miliardi l’anno, circa un quarto del divario, e ogni anno partiamo dalle linee con più pendolari e meno puntualità.

Sicurezza stradale. Nel 2025 sono morte sulle strade 2.868 persone, 48,7 per milione di abitanti contro circa 43 nella media europea (ACI-Istat, luglio 2026). Per dimezzare i morti entro il 2030 servirebbe un calo del 6,1% l’anno. Controlli automatici dove avvengono più incidenti, strade progettate per rallentare vicino a scuole e incroci, e i soldi delle multe spesi davvero per la sicurezza.

Treni e aerei per il Sud e le isole. Per il nuovo collegamento Palermo-Catania RFI indica come fine lavori «oltre il 2029», e la seconda fase non è finanziata. A Natale 2025 un volo Milano-Palermo arrivava a 170 euro, contro 17 a gennaio (Codacons). Soldi prima alle opere già avviate in Sicilia e in Calabria, e prezzi massimi per residenti e studenti sulle rotte con le isole nei periodi di punta, con gli oneri di servizio pubblico previsti dalle regole europee.

Quanto costa
0,8 mldl’anno, a regime

Il Fondo nazionale trasporti è sceso da circa 6,2 miliardi nel 2009 a 5,345 nel 2025. In termini reali oggi vale circa il 35% in meno. Tornare al livello reale del 2009 costerebbe circa 8 miliardi, cioè quasi 3 in più di quelli previsti (Legambiente, Pendolaria 2025).

Noi non promettiamo di recuperarlo tutto. Aggiungiamo 0,8 miliardi l’anno, circa un quarto del divario, e lo spendiamo dove serve: treni regionali, bus e coincidenze sulle linee con più pendolari, e un abbonamento unico per gli studenti. Si parte dalle linee peggiori e si sale ogni anno (ipotesi OLTRE_).

Dentro lo stesso tetto rientrano i prezzi massimi sui voli con le isole, solo sulle rotte e nei periodi più cari. Sicurezza stradale e controlli si pagano con i proventi delle multe.

Con quali soldi. Dal Fondo sviluppo e coesione, che per legge finanzia anche le infrastrutture di trasporto. Vedi Il conto.

Arrivare in orario non deve essere una fortuna.

Fonti

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