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Cieco. Responsabile.
Il profitto non è il nemico: è lo strumento. Il problema nasce quando diventa l’unico scopo, e chi lavora non sa nemmeno quanto guadagnano i colleghi o chi comanda.
Trasparenza sugli stipendi. La retribuzione o la fascia salariale indicata negli annunci di lavoro e piena applicazione della direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Le grandi imprese pubblicano il rapporto tra lo stipendio più alto e quello mediano.
Una regola per gli extraprofitti, scritta in anticipo. Nel 2022 il contributo sugli extraprofitti energetici è finito davanti alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia UE. Vogliamo criteri chiari e limiti nel tempo, nel rispetto del diritto europeo, così in una crisi non si improvvisa.
Concorrenza vera. Il regolamento europeo sui mercati digitali (2022) vieta alle grandi piattaforme di favorire i propri servizi. Va applicato fino in fondo, con un ufficio italiano che raccoglie le segnalazioni di imprese e consumatori. Le concessioni pubbliche si assegnano con gare aperte, non con rinnovi automatici.
I lavoratori dentro l’impresa. La legge 76/2025 permette ai lavoratori di partecipare agli utili e alla gestione delle imprese, su base volontaria. Le imprese che danno ai dipendenti una quota degli utili o del capitale usano la tassazione agevolata già prevista per i premi di risultato, e nelle grandi imprese i lavoratori hanno un posto negli organi di controllo.
La trasparenza retributiva è un obbligo europeo (direttiva 2023/970) e pesa sulle imprese, non sul bilancio. Gli extraprofitti non entrano nei nostri conti: sono uno strumento di emergenza e non li contiamo come entrata.
L’impresa crea valore per tutti, non solo per chi la possiede.