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Istituzioni e diritti civili

Libero di essere. Libero di fare. Nei limiti della Costituzione.

← Tutti i temi · Dati aggiornati al 13 ottobre 2026

Immobili. Rinnovati.

Il problema

Un cittadino è libero davvero solo se le istituzioni funzionano e i suoi diritti non dipendono dal luogo o dal gruppo a cui appartiene. Nel 2023 il 57% dei ginecologi era obiettore di coscienza (relazione del Ministero della Salute sulla legge 194, marzo 2026), e a fine 2024 una causa civile durava in media più di cinque anni nei tre gradi di giudizio (Ministero della Giustizia).

Cosa facciamo

Istituzioni più semplici. Le Regioni vengono abolite per gradi: prima sanità e trasporti diventano competenze nazionali, con intese sui territori, poi si accorpano le funzioni residue e solo alla fine si modifica la Costituzione. Ogni tappa ha una data e una verifica. Le attuali Regioni a statuto speciale restano territori speciali per lingua, cultura e storia, con fisco e amministrazione nazionali, nel rispetto degli accordi internazionali. Ogni regione di oggi resta una comunità, con la sua identità, la sua storia e le sue tradizioni. Quello che aboliamo è l’ente, con i suoi sprechi, i suoi doppioni e i suoi fallimenti, non i territori. Il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dai cittadini. Procedure snellite al minimo e nessun rapporto tra Stato e privati che non serva.

Giustizia. Carriere separate per giudici e pubblici ministeri. Nel referendum del 22 e 23 marzo 2026 gli elettori hanno respinto la riforma del governo, con il 53,7% di no. Rispettiamo il voto. L’idea resta nostra, ma si ripropone solo con un testo nuovo e condiviso. Processi più rapidi, soprattutto civili e commerciali, con tempi certi. A fine 2024 un processo civile durava in media 2.008 giorni nei tre gradi, il 20% in meno del 2019 ma lontano dal -40% promesso dal PNRR (Osservatorio CPI su dati del Ministero della Giustizia). La riforma Cartabia non va mantenuta così com’è.

Uno Stato laico. Nessuna religione è religione di Stato e nessuna religione può interferire con le decisioni dello Stato. Lo Stato garantisce a tutti, comprese le persone con disabilità, gli stessi diritti e le stesse opportunità, con meno burocrazia e più tutele.

Diritti civili. Le coppie dello stesso sesso possono sposarsi e adottare. L’eutanasia è legale, con regole chiare. L’aborto è garantito sempre, senza obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche. La maternità surrogata è consentita solo se gratuita e regolata. La cannabis è legalizzata. Il cambio di sesso all’anagrafe è semplificato.

Una legge elettorale che fa scegliere. A ottobre 2026 il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale, con un premio di maggioranza a chi supera il 42%, capilista bloccati e tre preferenze nelle liste. I partiti già in Parlamento non devono raccogliere firme, mentre a quelli nuovi ne servono almeno 450.000 (AgenSIR). Noi vogliamo che a scegliere gli eletti siano gli elettori. Niente capilista bloccati, niente candidature multiple e le stesse firme per tutti.

Quanto costa
0 mlde nessun risparmio contato

Abolire le Regioni è una riforma costituzionale e il risparmio non è certo: non lo mettiamo nel conto. Se una giustizia più rapida richiede più magistrati e cancellieri, quel costo rientra nel tetto della revisione della spesa.

Libero di essere. Libero di fare. Nei limiti della Costituzione.

Fonti

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