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Immobili. Rinnovati.
Un cittadino è libero davvero solo se le istituzioni funzionano e i suoi diritti non dipendono dal luogo o dal gruppo a cui appartiene. Nel 2023 il 57% dei ginecologi era obiettore di coscienza (relazione del Ministero della Salute sulla legge 194, marzo 2026), e a fine 2024 una causa civile durava in media più di cinque anni nei tre gradi di giudizio (Ministero della Giustizia).
Istituzioni più semplici. Le Regioni vengono abolite per gradi: prima sanità e trasporti diventano competenze nazionali, con intese sui territori, poi si accorpano le funzioni residue e solo alla fine si modifica la Costituzione. Ogni tappa ha una data e una verifica. Le attuali Regioni a statuto speciale restano territori speciali per lingua, cultura e storia, con fisco e amministrazione nazionali, nel rispetto degli accordi internazionali. Ogni regione di oggi resta una comunità, con la sua identità, la sua storia e le sue tradizioni. Quello che aboliamo è l’ente, con i suoi sprechi, i suoi doppioni e i suoi fallimenti, non i territori. Il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dai cittadini. Procedure snellite al minimo e nessun rapporto tra Stato e privati che non serva.
Giustizia. Carriere separate per giudici e pubblici ministeri. Nel referendum del 22 e 23 marzo 2026 gli elettori hanno respinto la riforma del governo, con il 53,7% di no. Rispettiamo il voto. L’idea resta nostra, ma si ripropone solo con un testo nuovo e condiviso. Processi più rapidi, soprattutto civili e commerciali, con tempi certi. A fine 2024 un processo civile durava in media 2.008 giorni nei tre gradi, il 20% in meno del 2019 ma lontano dal -40% promesso dal PNRR (Osservatorio CPI su dati del Ministero della Giustizia). La riforma Cartabia non va mantenuta così com’è.
Uno Stato laico. Nessuna religione è religione di Stato e nessuna religione può interferire con le decisioni dello Stato. Lo Stato garantisce a tutti, comprese le persone con disabilità, gli stessi diritti e le stesse opportunità, con meno burocrazia e più tutele.
Diritti civili. Le coppie dello stesso sesso possono sposarsi e adottare. L’eutanasia è legale, con regole chiare. L’aborto è garantito sempre, senza obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche. La maternità surrogata è consentita solo se gratuita e regolata. La cannabis è legalizzata. Il cambio di sesso all’anagrafe è semplificato.
Una legge elettorale che fa scegliere. A ottobre 2026 il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale, con un premio di maggioranza a chi supera il 42%, capilista bloccati e tre preferenze nelle liste. I partiti già in Parlamento non devono raccogliere firme, mentre a quelli nuovi ne servono almeno 450.000 (AgenSIR). Noi vogliamo che a scegliere gli eletti siano gli elettori. Niente capilista bloccati, niente candidature multiple e le stesse firme per tutti.
Abolire le Regioni è una riforma costituzionale e il risparmio non è certo: non lo mettiamo nel conto. Se una giustizia più rapida richiede più magistrati e cancellieri, quel costo rientra nel tetto della revisione della spesa.
Libero di essere. Libero di fare. Nei limiti della Costituzione.
- Relazione sulla legge 194, dati 2023: il 57% dei ginecologi è obiettore (Quotidiano.net, 10 aprile 2026)
- Referendum sulla giustizia, i risultati (Il Giorno, 23 marzo 2026)
- I tempi della giustizia civile si sono ridotti, ma non abbastanza (Osservatorio CPI)
- Legge elettorale, via libera definitivo della Camera (AgenSIR, 8 ottobre 2026)