Manifesto · 04 di 21

Giovani e fuga dei talenti

Partire è un diritto. Dover partire è un fallimento.

← Tutti i temi · Dati aggiornati al 13 ottobre 2026

Costretti. Liberi.

Il problema

Nel 2025 sono emigrati 109 mila italiani e ne sono rientrati 56 mila: il saldo è di meno 53 mila persone (Istat, dati provvisori). Il 2024 era stato il picco, con 141 mila espatri, in parte per le regole più severe sull’iscrizione all’AIRE: il problema resta. Tra chi parte i 25-34enni sono il 37% (Fondazione Migrantes, Rapporto Italiani nel Mondo 2025). Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha perso 150 mila giovani laureati: 122 mila verso il Centro-Nord e 28 mila verso l’estero (Istat).

Cosa facciamo

Un primo lavoro che conviene. Aliquota ridotta per i primi anni di lavoro sotto i 30 anni e sgravi alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato con stipendi sopra il minimo del settore. Il costo è coperto come ogni altra nostra spesa, non con nuovo debito.

Stage pagati, sempre. Niente più tirocini gratuiti: ogni stage ha un compenso minimo e un tutor, e dopo un periodo definito deve diventare un contratto o finire.

Ricerca con una carriera. Concorsi con tempi certi, fondi assegnati per merito e un percorso chiaro dal dottorato alla cattedra, perché un ricercatore non debba scegliere tra la precarietà in Italia e un contratto all’estero.

Il ritorno, semplice. Un regime fiscale stabile e leggibile per chi rientra dopo aver lavorato all’estero, riconoscimento di titoli e anni di servizio in Europa e uno sportello unico per chi torna.

Casa per chi comincia. Alloggi universitari e affitti calmierati per gli under 35 nelle città dove il lavoro c’è, finanziati anche con fondi europei.

Un’Europa dove spostarsi è un vantaggio. Studiare e lavorare in un altro Paese europeo resta una libertà che difendiamo, con un Erasmus più forte. Il punto non è chiudere i confini: è fare in modo che chi parte lo scelga, e che chi vuole tornare possa farlo.

Servizio civile più grande. Nel bando 2025 i posti erano 62.549, con un assegno di 507,30 euro al mese (ItaliaOggi su dati del Dipartimento per le politiche giovanili). Li portiamo a 80.000 l’anno, con più progetti in protezione civile, scuole e cura del territorio, e lo riconosciamo nei concorsi e nei crediti universitari.

Salute mentale. Nel 2024 il bonus psicologo ha ricevuto oltre 400.000 domande, con fondi per circa 3.300 persone. Nel 2025 le domande sono state circa 360.000, per 9,5 milioni di euro (QuiFinanza su dati Inps). Portiamo il fondo a 100 milioni l’anno per chi ha meno di 35 anni. Con un contributo massimo di 1.500 euro sono almeno 66.000 percorsi l’anno. Per borse di studio e alloggi universitari vedi il capitolo Istruzione.

Quanto costa
1,42 mldl’anno

Con 20.431 euro lordi, la retribuzione media annua dei dipendenti privati under 35 a tempo indeterminato (dati 2022), passare dal 23% al 10% vale circa 2.650 euro l’anno a testa. Con 1,2 miliardi si coprono circa 450.000 giovani. È un calcolo semplificato, senza detrazioni: nella pratica costa meno.

Servizio civile: 17.500 posti in più a circa 7.000 euro l’anno ciascuno, tra assegno e gestione, fanno 0,12 miliardi (ipotesi OLTRE_). Salute mentale: 0,1 miliardi per il fondo psicologo.

Gli stage pagati e le regole sul ritorno non costano allo Stato.

Con quali soldi. Rientra nel quadro complessivo: 15,6 miliardi di coperture contro 15,2 di costi. Vedi Il conto.

Partire è un diritto. Dover partire è un fallimento.

Fonti

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