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Promessa. Garantita.
La sicurezza è la condizione di ogni altra libertà: chi ha paura di uscire di casa non è libero. Per questo viene prima di molte altre cose.
Agenti dove servono. Non vogliamo uno Stato pieno di divise. Vogliamo che chi già le indossa lavori nel modo più efficace possibile. L’Italia ha 397 agenti ogni 100.000 abitanti, più della media europea di 342, ma mancano soprattutto sovrintendenti (-30%) e ispettori (-36%) (Osservatorio CPI, dicembre 2025). Chi comanda manda gli agenti dove servono davvero, in base ai dati su reati e chiamate, con meno persone negli uffici e più in strada, e con concorsi interni per i gradi che mancano. I sindaci possono allontanare da certe aree chi commette reati e le occupazioni abusive si sgomberano in tempi rapidi.
Liberi di fare il proprio lavoro. Chi indossa una divisa e rispetta le regole non deve avere paura di intervenire. Oggi il decreto sicurezza del 2025 copre le spese legali fino a 10.000 euro (LaPresse). Noi vogliamo che lo Stato paghi la difesa per intero e fin dal primo giorno, quando l’agente ha agito in servizio. Formazione continua, body cam e taser, e un’indennità per chi lavora nelle zone più difficili.
Protetti anche dagli abusi. La fiducia nelle forze dell’ordine si costruisce anche così. Codice di riconoscimento visibile sulla divisa durante l’ordine pubblico, come chiede dal 2012 il Parlamento europeo e come già avviene in Francia, mentre in Italia non esiste (Pagella Politica). Body cam accese durante gli interventi, registrazioni conservate e a disposizione del giudice, test psicologici periodici e il reato di tortura così com’è.
Pena certa. Sui reati ripetuti, come i borseggi, le conseguenze sono certe, anche con nuovi posti in carcere dove mancano. Contro la droga si colpisce chi sta sopra gli spacciatori, non solo chi spaccia in strada.
Periferie vere. Si riqualificano con investimenti pubblici, perché i controlli da soli non bastano.
Carceri che restituiscono persone. Ad aprile 2026 c’erano 63.940 detenuti per 46.331 posti, un sovraffollamento del 138% (Garante nazionale dei detenuti). Chi lavora in carcere torna a delinquere in circa il 2% dei casi, contro il 68,7% di tutti gli altri (CNEL, dati 2022). Lavoro e formazione per chi può, misure alternative per le pene brevi e posti nuovi solo dove servono.
Cybersicurezza. Nel 2025 l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha contato 2.729 eventi informatici, il 38% in più, e 615 incidenti con danni. Il settore più colpito è la pubblica amministrazione (ACN, maggio 2026). Standard minimi obbligatori per comuni, ospedali e scuole, e una squadra nazionale che aiuta chi non ha tecnici.
Violenza sulle donne. Il 31,9% delle donne tra 16 e 75 anni ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nella vita (Istat, novembre 2025). Nel 2024 i 409 centri antiviolenza hanno accolto 61.370 donne, ma quasi la metà di chi ci lavora è volontaria (Istat, marzo 2026). Fondi certi per più anni ai centri, formazione obbligatoria per forze dell’ordine e magistrati, e misure di protezione applicate in pochi giorni.
Non assumiamo agenti in più. Spostiamo quelli che ci sono dove servono. Questi 0,2 miliardi pagano la difesa legale piena per gli agenti, formazione, body cam e indennità per le zone difficili, il lavoro in carcere e fondi certi per i centri antiviolenza (ipotesi OLTRE_).
Le carceri hanno un prezzo documentato. Il piano del governo costa 758 milioni per quasi 10.000 posti, circa 76.000 euro a posto. Altri 10.000 posti costerebbero circa 0,76 miliardi, una volta sola.
Con quali soldi. Rientra nel quadro complessivo: 15,6 miliardi di coperture contro 15,2 di costi. Vedi Il conto.
Ogni cittadino deve poter camminare tranquillo per strada.
- Il piano carceri del governo (Il Post, 24 luglio 2025)
- Abbiamo più o meno agenti di polizia degli altri Paesi UE? (Osservatorio CPI, 5 dicembre 2025)
- Decreto sicurezza 2025, cosa prevede: spese legali fino a 10.000 euro e body cam (LaPresse, 4 giugno 2025)
- Perché in Italia la polizia non ha i codici identificativi (Pagella Politica)
- Carceri, dati del Garante nazionale al 7 aprile 2026 (L’Indipendente, 25 aprile 2026)
- Lavoro in carcere e recidiva, dati CNEL (Il Post)
- Relazione ACN 2025: 615 incidenti cyber, PA settore più colpito (L’Adige, 26 maggio 2026)
- La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, anno 2025 (Istat, 21 novembre 2025)
- Centri antiviolenza, anno 2024 (Istat e Dipartimento pari opportunità, 10 marzo 2026)