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Insostenibili. Rifondate.
L’Italia è tra i Paesi OCSE che destinano più risorse pubbliche alle pensioni in rapporto al PIL (OCSE, Pensions at a Glance 2025). Il sistema si regge sui contributi di chi lavora oggi, e le persone che lavorano sono sempre meno.
Ognuno si paga la propria pensione, per gradi. Si comincia dai nuovi assunti, e per i primi cinque anni la scelta è volontaria. Chi entra nel nuovo sistema costruisce la propria pensione e i suoi contributi non finanziano più quelle di oggi. Diventa obbligatorio solo se ogni anno l’Ufficio parlamentare di bilancio conferma che il costo sta dentro il tetto. Il patto tra generazioni cambia, senza strappi.
Chi è già in pensione è tutelato. Le pensioni attuali sono garantite e ricalcolate in base al costo della vita: le più alte scendono, quelle basse salgono, a cominciare dalle retributive più alte. L’età pensionabile dipende dal tipo di lavoro: non si chiede lo stesso a chi sta in ufficio e a chi lavora in cantiere.
Il costo, detto chiaramente. Il passaggio ha un prezzo e lo scriviamo: chi entra nel nuovo sistema smette di finanziare le pensioni di oggi, e quei soldi vanno trovati altrove. Il ricalcolo delle pensioni più alte vale poco. Per questo il passaggio è graduale e coperto con la lotta all’evasione e la revisione delle spese fiscali, non con nuovo debito. I numeri sono qui sotto.
Una pensione minima di garanzia. Chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995 è tutto nel sistema contributivo e non ha diritto all’integrazione al minimo, che nel 2026 vale 611,85 euro al mese (Inps). Con carriere spezzate, part-time e stipendi bassi rischia di restare sotto l’assegno sociale, 546,24 euro. Una pensione minima legata agli anni di lavoro e di contributi: più anni versati, più alta la soglia.
La pensione integrativa, per tutti. Nel 2025 gli iscritti ai fondi pensione erano quasi 10,5 milioni, il 39,9% di chi lavora o cerca lavoro, e 2,7 milioni avevano smesso di versare (COVIP, giugno 2026). Per i nuovi assunti l’iscrizione al fondo di categoria è automatica, con sei mesi per dire di no, e un unico estratto conto online mostra insieme pensione pubblica e integrativa.
Chi ha lavorato in Europa non perde nulla. Chi lavora in più Paesi europei somma i periodi (regolamento UE 883/2004), ma ogni Paese calcola la sua parte con le sue regole e la sua età. Chiediamo in Europa un estratto conto unico, con la stima di tutta la pensione, e uno sportello Inps dedicato a chi rientra.
È la voce più delicata e preferiamo dirlo. Ogni 100.000 nuovi lavoratori che smettono di finanziare le pensioni di oggi costano circa 0,7 miliardi l’anno (stima: 20.431 euro lordi, la retribuzione media annua dei dipendenti privati under 35 a tempo indeterminato, per il 33% di contributi). Il costo si somma ogni anno finché dura il passaggio.
Per questo il passaggio è graduale e parte con un tetto di un miliardo il primo anno, circa 150.000 nuovi lavoratori, e solo su base volontaria. Il ricalcolo delle pensioni più alte vale poco, circa 0,3 miliardi, e non basta a pagarlo. Il contesto: secondo la Ragioneria dello Stato (rapporto di settembre 2026) la spesa pensionistica tocca il picco del 17,1% del PIL nel 2041 e poi scende, al 14% nel 2070.
Con quali soldi. Lotta all’evasione e revisione delle spese fiscali, non nuovo debito. La pensione minima di garanzia non costa nei prossimi anni, perché i primi lavoratori tutti nel sistema contributivo andranno in pensione tra una quindicina d’anni. Il suo costo futuro va calcolato dall’Ufficio parlamentare di bilancio prima di approvarla. Ogni anno l’Ufficio parlamentare di bilancio verifica se il tetto regge. Vedi Il conto.
Chi ha lavorato resta tutelato. Chi lavora oggi smette di pagare il passato.
- Spesa pubblica per pensioni (OCSE, Pensions at a Glance 2025)
- Osservazioni sul ricalcolo delle pensioni oltre 80.000 euro lordi (Itinerari Previdenziali)
- Pensioni, stime della Ragioneria: picco del 17,1% del PIL nel 2041 (Sky TG24, 23 settembre 2026)
- Inps, circolare n. 153 del 19 dicembre 2025: trattamento minimo 2026
- Niente pensione minima per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 (Money.it, 25 giugno 2026)
- COVIP, relazione annuale: dati 2025 (Teleborsa, 10 giugno 2026)
- Regolamento (CE) n. 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (EUR-Lex)