Manifesto · 21 di 21

Democrazia e informazione

Chi decide deve rendere conto.

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Urlata. Informata.

Il problema

Nel 2026 l’Italia è al 56º posto nella classifica della libertà di stampa di Reporter senza frontiere, sette posizioni più in basso del 2025 (49º). RSF cita le minacce delle mafie, le violenze di gruppi estremisti, una “legge bavaglio” e le cause intimidatorie contro chi informa.

Cosa facciamo

Promesse con il prezzo. Ogni proposta di legge e ogni programma elettorale con costi e coperture verificati da un organismo indipendente, come l’Ufficio parlamentare di bilancio. Chi promette soluzioni semplici deve dire quanto costano.

Informazione libera. Piena applicazione della legge europea sulla libertà dei media, in vigore da agosto 2025, stop alle cause intimidatorie contro i giornalisti e un servizio pubblico indipendente dai governi.

Politica in chiaro. Un registro pubblico degli incontri con i lobbisti e dei finanziatori dei partiti: chi decide rende conto di chi ascolta e di chi paga.

Referendum che contano. A giugno 2025 i referendum si sono fermati al 30,6% di affluenza e il quorum non è stato raggiunto. Proponiamo un quorum calcolato su chi ha votato alle ultime elezioni politiche, non su tutti gli aventi diritto, la firma digitale gratuita per referendum e leggi popolari, e l’obbligo per il Parlamento di discutere le proposte dei cittadini entro un anno.

Votare dove si vive. Circa 4,9 milioni di italiani vivono lontano dal comune in cui votano (stima 2021, via Open), e oltre 6,4 milioni di cittadini votano dall’estero (La Voce di New York). La nuova legge elettorale permette di votare nel comune di domicilio solo dopo 9 mesi. Vogliamo il voto per tutti i fuorisede, anche per periodi più brevi, e per gli italiani all’estero un voto per posta tracciato, senza togliere il voto a chi vive lontano da un consolato.

Disinformazione e intelligenza artificiale. Dal 10 ottobre 2025 diffondere un deepfake che danneggia una persona è reato, punito fino a cinque anni (legge 132/2025), e il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale chiede di segnalare i contenuti generati. Etichetta obbligatoria per ogni contenuto politico fatto con l’IA, un archivio pubblico delle pubblicità politiche online con chi le paga, e educazione ai media a scuola.

Quanto costa
≈ 0costo trascurabile

L’Ufficio parlamentare di bilancio c’è già e all’avvio, nel 2014, costava circa 6 milioni l’anno. Estendergli la verifica di leggi e programmi costa qualche milione (stima OLTRE_): pochissimo rispetto a ogni promessa che oggi nessuno controlla.

Chi decide deve rendere conto.

Fonti

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