Il nostro simbolo è una freccia che va avanti con le radici ben piantate. Queste sono le radici: donne e uomini che hanno messo la legalità, gli ideali, la fermezza e l’integrità prima di sé stessi.
Vengono da storie e da partiti diversi, e su molte cose non erano d’accordo tra loro. C’è chi ha scritto la Costituzione e chi ha vinto il Tour de France, chi ha pagato con la vita e chi ha costruito un’impresa. Nessuno di loro ha scelto di stare qui: li ricordiamo per quello che hanno fatto, non per tirarli dalla nostra parte.
1805–1872
Giuseppe Mazzini
Patriota, padre del pensiero repubblicano
Genovese, nel 1831 fonda la Giovine Italia: un’Italia unita, libera e repubblicana, quando quasi nessuno ci credeva. Passa gran parte della vita in esilio. Nel 1849 guida la Repubblica Romana, che si dà una delle costituzioni più avanzate del tempo. Nei Doveri dell’uomo lega ogni diritto a un dovere verso gli altri.
Perché per noiLa Repubblica nasce da un’idea semplice: ogni diritto viene con un dovere. Istituzioni e diritti civili
1855–1925
Anna Kuliscioff
Medica, socialista e femminista
Nata in Crimea, arriva in Italia da esule. A Milano fa la medica nei quartieri poveri, e la chiamano la dottora dei poveri. Con Filippo Turati anima la rivista Critica Sociale e si batte per le leggi che proteggono il lavoro di donne e bambini e per il voto alle donne, che in Italia arriverà solo nel 1946.
Perché per noiI diritti delle donne non sono un capitolo a parte: sono la misura di una democrazia. Famiglia e casa
1857–1932
Filippo Turati
Padre del socialismo riformista
Avvocato milanese, nel 1892 è tra i fondatori del partito che diventerà il Partito socialista. Crede nelle riforme più che nella rivoluzione: leggi sul lavoro, scuola, voto per tutti. Dopo il delitto Matteotti è tra i leader dell’Aventino. Nel 1926 lascia l’Italia fascista in motoscafo, con l’aiuto di Rosselli, Parri e Pertini, e muore esule a Parigi.
Perché per noiLe cose si cambiano con le riforme, una legge alla volta. Economia e lavoro
1870–1952
Maria Montessori
Medica ed educatrice
È tra le prime donne laureate in medicina in Italia. Nel 1907 apre a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, la prima Casa dei Bambini: si impara facendo, con materiali pensati per i più piccoli e la libertà di scegliere. Il suo metodo arriva in tutto il mondo e si usa ancora oggi in migliaia di scuole.
Perché per noiUna scuola costruita intorno a chi impara. Istruzione
1874–1961
Luigi Einaudi
Economista, Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955
Governatore della Banca d’Italia e poi ministro del Bilancio, contribuisce a fermare l’inflazione del dopoguerra. Da presidente della Repubblica pesa ogni decisione sui numeri e sulle conseguenze.
Perché per noiPrima si conoscono i numeri, poi si decide. Il conto
1877–1935
Luisa Spagnoli
Imprenditrice
Nata a Perugia, nel 1907 è tra i fondatori della Perugina e nel 1922 inventa il Bacio. Accanto alla fabbrica apre un asilo nido per i figli delle operaie, tra i primi in Italia. Nel 1928 avvia l’allevamento di conigli d’angora da cui nasce il marchio di moda che porta il suo nome.
Perché per noiUn’impresa che pensa a chi ci lavora va più lontano. Capitalismo responsabile
1881–1954
Alcide De Gasperi
Presidente del Consiglio dal 1945 al 1953
Nato in Trentino quando era ancora Austria-Ungheria, guida l’Italia nella ricostruzione dopo la guerra e la lega all’Europa: è tra i padri fondatori dell’Unione europea.
Perché per noiL’Europa si costruisce con pazienza e con i fatti. Europa e mondo
1885–1924
Giacomo Matteotti
Deputato socialista
Il 30 maggio 1924 alla Camera denuncia le violenze e i brogli con cui i fascisti hanno vinto le elezioni, con nomi e fatti. Il 10 giugno viene rapito a Roma da una squadra fascista e ucciso.
Perché per noiLe elezioni libere sono la prima cosa da difendere. Democrazia e informazione
1887–1979
Lina Merlin
Maestra, partigiana, madre costituente
Antifascista, nel 1926 è condannata a cinque anni di confino in Sardegna. Dopo la Resistenza è eletta all’Assemblea costituente, dove lavora perché l’uguaglianza valga anche tra uomini e donne. Da senatrice firma la legge del 1958 che chiude le case chiuse e aiuta le donne a uscire dalla prostituzione.
Perché per noiL’uguaglianza scritta nella Costituzione va fatta valere nella vita di tutti i giorni. Istituzioni e diritti civili
1889–1956
Piero Calamandrei
Giurista, padre costituente
Antifascista, nel Partito d’Azione, è tra i padri della Costituzione. Il 26 gennaio 1955 a Milano la spiega agli studenti in un discorso che si legge ancora nelle scuole.
Perché per noiLa Costituzione è un impegno da portare avanti, non un ricordo. Istituzioni e diritti civili
1891–1937
Antonio Gramsci
Intellettuale, fondatore del Partito comunista d’Italia
Arrestato dal regime nel 1926, passa in prigione quasi tutto il resto della vita. Nei Quaderni del carcere scrive di cultura, scuola e potere: pagine che si studiano in tutto il mondo. Muore a Roma nel 1937, dopo undici anni di detenzione.
Perché per noiSenza cultura non si sceglie niente: è la prima forma di libertà. Cultura e patrimonio
1896–1990
Sandro Pertini
Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985
Socialista e antifascista, passa anni tra carcere e confino, poi è tra i capi della Resistenza. Da presidente avvicina il Quirinale alle persone, senza smettere di dire quello che pensa.
Perché per noiLe istituzioni devono parlare chiaro e stare dalla parte dei cittadini. Istituzioni e diritti civili
1898–1988
Enzo Ferrari
Fondatore della Ferrari
Modenese, pilota negli anni Venti, nel 1929 fonda la Scuderia Ferrari e nel 1947 esce da Maranello la prima auto con il suo nome. Da una provincia emiliana costruisce il marchio italiano più famoso al mondo, vincendo in pista e nei mercati.
Perché per noiIl talento italiano, quando ci crede, sa battere chiunque. Capitalismo responsabile
1898–1988
Giuseppe Saragat
Presidente della Repubblica dal 1964 al 1971
Socialista torinese, passa gli anni del regime in esilio. Nel 1946 è eletto presidente dell’Assemblea costituente. L’anno dopo si separa dai socialisti alleati dei comunisti e fonda il partito socialdemocratico, scegliendo l’Occidente e l’Europa. Dal 1964 al 1971 è presidente della Repubblica.
Perché per noiLibertà e giustizia sociale si tengono per mano, e stanno in Europa. Europa e mondo
1899–1937
Carlo Rosselli
Antifascista, teorico del socialismo liberale
Nel 1926 organizza la fuga di Turati in Francia e per questo finisce al confino a Lipari, da cui evade. A Parigi fonda Giustizia e Libertà e scrive Socialismo liberale: libertà e giustizia sociale insieme. Nel 1936 combatte in Spagna contro Franco. Il 9 giugno 1937 viene ucciso in Francia con il fratello Nello, da sicari al servizio del regime fascista.
Perché per noiSenza giustizia sociale la libertà resta un privilegio di pochi. Democrazia e informazione
1901–1960
Adriano Olivetti
Imprenditore
A Ivrea costruisce una fabbrica diversa: stipendi più alti della media, asili, biblioteche e servizi per chi ci lavora, architetti e intellettuali accanto agli operai. Con lui l’Olivetti entra nell’elettronica con l’Elea 9003.
Perché per noiUn’impresa crea valore per tutti, non solo per chi la possiede. Capitalismo responsabile
1903–1979
Ugo La Malfa
Antifascista, leader repubblicano
Siciliano, nel 1942 è tra i fondatori del Partito d’Azione, poi guida il Partito repubblicano. Da ministro apre l’Italia agli scambi con l’estero e chiede di programmare la spesa pubblica invece di disperderla. Nel 1979 riceve l’incarico di formare un governo ma non ci riesce, e muore poche settimane dopo.
Perché per noiTenere in ordine i conti pubblici è una questione di giustizia, non di ragioneria. Fisco e conti pubblici
1906–1962
Enrico Mattei
Partigiano, fondatore dell’ENI
Comandante partigiano, invece di chiudere l’Agip la rilancia e nel 1953 fonda l’ENI. Offre ai Paesi produttori di petrolio accordi più giusti e cerca l’indipendenza energetica dell’Italia. Muore il 27 ottobre 1962 quando il suo aereo precipita a Bascapè: un’inchiesta chiusa nel 2003 ha concluso che a bordo c’era una bomba.
Perché per noiL’indipendenza energetica è indipendenza e basta. Energia e ambiente
1907–1986
Altiero Spinelli
Federalista europeo
Al confino sull’isola di Ventotene, nel 1941 scrive con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni il manifesto per un’Europa libera e unita. Dedica la vita a quell’idea, fino al progetto di trattato per l’Unione europea approvato dal Parlamento europeo nel 1984.
Perché per noiUn’Europa federale, che decide con una voce sola. Europa e mondo
1909–2012
Rita Levi-Montalcini
Scienziata, premio Nobel
Le leggi razziali del 1938 la cacciano dall’università: lei continua le ricerche in un laboratorio allestito in camera da letto. Nel 1986 vince il Nobel per la medicina per la scoperta del fattore di crescita nervoso. Dal 2001 è senatrice a vita.
Perché per noiLa ricerca ha bisogno di libertà, e di un Paese che ci creda. Giovani e fuga dei talenti
1914–2000
Gino Bartali
Ciclista
Vince tre Giri d’Italia e due Tour de France, a dieci anni di distanza, nel 1938 e nel 1948. Durante la guerra, con la scusa degli allenamenti, porta documenti falsi nascosti nel telaio della bicicletta per salvare ebrei perseguitati, e nasconde una famiglia ebrea in casa. Non ne parla quasi mai. Nel 2013 Israele lo riconosce Giusto tra le Nazioni.
Perché per noiIl bene si fa, non si racconta. Sport
1916–1978
Aldo Moro
Presidente del Consiglio, padre costituente
Professore di diritto, democristiano, siede all’Assemblea costituente e guida più governi. Cerca un accordo tra i grandi partiti per rafforzare la democrazia. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse lo rapiscono e uccidono i cinque uomini della scorta; dopo 55 giorni uccidono anche lui.
Perché per noiIl dialogo tra chi la pensa diversamente rende forte una democrazia. Istituzioni e diritti civili
1920–1982
Carlo Alberto dalla Chiesa
Generale dei Carabinieri, prefetto di Palermo
Negli anni Settanta guida la lotta alle Brigate Rosse. Nel 1982 viene mandato a Palermo come prefetto, con pochi poteri. Circa quattro mesi dopo la mafia lo uccide in via Carini, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo.
Perché per noiLo Stato non può mandare le sue persone migliori a combattere da sole. Mafie, corruzione e verità
1920–1999
Nilde Iotti
Madre costituente, presidente della Camera
Iscritta al PCI dal 1943, nel 1946 è eletta all’Assemblea costituente. Nel 1979 diventa la prima donna presidente della Camera e resta in carica fino al 1992.
Perché per noiLe istituzioni sono di tutti e devono assomigliare al Paese. Istituzioni e diritti civili
1921–1970
Mauro De Mauro
Giornalista de L’Ora
Cronista del quotidiano palermitano L’Ora, racconta la mafia quando molti dicono che non esiste. Sta lavorando sugli ultimi giorni di Enrico Mattei, per il film di Francesco Rosi, quando la sera del 16 settembre 1970 viene portato via sotto casa, a Palermo. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.
Perché per noiUna verità cercata e mai trovata resta un debito dello Stato. Democrazia e informazione
1921–2013
Teresa Mattei
Partigiana, madre costituente
Genovese, a scuola contesta le leggi razziali e viene espulsa da tutte le scuole del Regno. Partigiana con il nome di Chicchi, nel 1946 è la più giovane delle donne elette all’Assemblea costituente. Lo stesso anno, con l’Unione donne italiane, sceglie la mimosa come fiore dell’8 marzo. Poi dedica la vita ai diritti dei bambini.
Perché per noiLa Costituzione l’hanno scritta anche ragazze e ragazzi di vent’anni. Giovani e fuga dei talenti
1922–1984
Enrico Berlinguer
Segretario del PCI dal 1972 al 1984
Allontana il suo partito da Mosca e nel 1981, in un’intervista a Eugenio Scalfari, pone la questione morale: i partiti hanno occupato lo Stato e sono diventati centri di potere e di clientele. Muore a Padova nel 1984, dopo un malore durante un comizio.
Perché per noiLa politica deve smettere di occupare lo Stato. Mafie, corruzione e verità
1924–1991
Libero Grassi
Imprenditore
Titolare della Sigma, un’azienda di Palermo, il 10 gennaio 1991 scrive al Giornale di Sicilia che non pagherà il pizzo. Resta quasi solo. Il 29 agosto 1991 la mafia lo uccide.
Perché per noiChi si ribella al racket deve trovare lo Stato al suo fianco. Mafie, corruzione e verità
1925–1994
Giovanni Spadolini
Storico, presidente del Consiglio
Fiorentino, storico e giornalista, dirige il Corriere della Sera. Nel 1974 è il primo ministro dei Beni culturali, un ministero che nasce con lui. Nel 1981 diventa il primo presidente del Consiglio non democristiano della Repubblica e affronta lo scandalo della loggia P2, con la legge che scioglie le associazioni segrete. Poi presiede il Senato.
Perché per noiIl patrimonio culturale è una ricchezza da proteggere e da far conoscere. Cultura e patrimonio
1925–1979
Mario Francese
Giornalista del Giornale di Sicilia
Cronista di giudiziaria, è tra i primi a ricostruire l’ascesa dei Corleonesi di Totò Riina e i soldi intorno alla diga Garcia. Il 26 gennaio 1979 viene ucciso sotto casa a Palermo. Ci vorranno più di vent’anni e la tenacia del figlio Giuseppe per avere le condanne.
Perché per noiChi racconta i fatti per primo merita di non essere lasciato solo. Democrazia e informazione
MF
1925–2015
Michele Ferrero
Imprenditore
Ad Alba trasforma la pasticceria di famiglia in un gruppo mondiale: nel 1964 nasce la Nutella, poi Kinder e Rocher. Non lascia mai il suo territorio e lega l’azienda a chi ci lavora, con servizi e una fondazione per gli ex dipendenti. Schivo, non concede quasi mai interviste.
Perché per noiSi può crescere nel mondo senza dimenticare da dove si viene. Capitalismo responsabile
1925–1984
Pippo Fava
Giornalista e scrittore
Scrittore, drammaturgo e giornalista, a Catania fonda e dirige il mensile I Siciliani, che racconta senza paura gli intrecci tra mafia, politica e affari in una città dove si diceva che la mafia non esistesse. La sera del 5 gennaio 1984 viene ucciso dal clan Santapaola davanti al Teatro Stabile.
Perché per noiUn giornalismo che non fa paura ai potenti non serve a nessuno. Democrazia e informazione
1925–1983
Rocco Chinnici
Magistrato, consigliere istruttore a Palermo
Crea il primo gruppo di magistrati che lavorano insieme sulla mafia, il pool antimafia, e ci chiama Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Parla di mafia ai giovani quando in pochi lo facevano. Il 29 luglio 1983 un’autobomba lo uccide davanti a casa, con altre tre persone.
Perché per noiLa legalità si insegna, a partire dalla scuola. Mafie, corruzione e verità
1927–1982
Pio La Torre
Deputato e segretario del PCI in Sicilia
Figlio di contadini di Palermo, si batte tutta la vita per la terra e contro la mafia. Propone di punire l’associazione mafiosa in quanto tale e di togliere ai boss i loro beni. Viene ucciso il 30 aprile 1982 con Rosario Di Salvo; la sua legge, la Rognoni-La Torre, è approvata pochi mesi dopo.
Perché per noiColpire i patrimoni è il modo più efficace per colpire le mafie. Mafie, corruzione e verità
1927–2016
Tina Anselmi
Partigiana, prima donna ministro
A 17 anni è staffetta partigiana con il nome di Gabriella. Nel 1976 è la prima donna ministro della Repubblica e nel 1978, alla Sanità, è tra le autrici della riforma che crea il Servizio sanitario nazionale. Poi presiede la commissione d’inchiesta sulla loggia P2.
Perché per noiLa sanità pubblica è una conquista da difendere. Sanità
1928–2022
Piero Angela
Giornalista e divulgatore
Torinese, entra in Rai nel 1952, fa il corrispondente dall’estero e nel 1976 è il primo conduttore del Tg2. Nel 1981 crea Quark, poi Superquark, e per quarant’anni porta la scienza nelle case degli italiani con parole semplici, senza mai banalizzarla. Nel 1989 è tra i fondatori del CICAP, che smonta bufale e pseudoscienze. Muore il 13 agosto 2022, a 93 anni.
Perché per noiSpiegare bene le cose difficili è un servizio pubblico. Cultura e patrimonio
1933–1979
Giorgio Ambrosoli
Avvocato, commissario liquidatore
Nel 1974 la Banca d’Italia gli affida la liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Resiste a pressioni e minacce e ricostruisce i conti. L’11 luglio 1979 viene ucciso a Milano da un killer pagato da Sindona.
Perché per noiFare bene il proprio lavoro, anche quando costa tutto. Capitalismo responsabile
1934–2025
Giorgio Armani
Stilista e imprenditore
Nato a Piacenza, lascia gli studi di medicina per la moda. Nel 1975 fonda con Sergio Galeotti la sua azienda e reinventa il modo di vestire, con una sobrietà che diventa stile italiano nel mondo. Resta per tutta la vita alla guida di un gruppo indipendente. Muore il 4 settembre 2025, a 91 anni.
Perché per noiLa bellezza fatta bene è anche lavoro, rigore e indipendenza. Capitalismo responsabile
1935–1980
Piersanti Mattarella
Presidente della Regione Siciliana
Democristiano, nel 1978 diventa presidente della Regione e prova a cambiarla dall’interno: nomine con criteri chiari, controlli sugli enti sospettati di corruzione, nessuno spazio alla speculazione edilizia. La mafia lo uccide il 6 gennaio 1980, davanti a casa, mentre va a messa con la famiglia.
Perché per noiGli appalti puliti non sono un dettaglio tecnico: sono la porta da cui la mafia entra nello Stato. Mafie, corruzione e verità
1939–2003
Giorgio Gaber
Cantautore e attore
Milanese, dopo i successi in televisione lascia tutto per il teatro e inventa con Sandro Luporini il teatro canzone: monologhi e canzoni che prendono in giro i luoghi comuni di destra e di sinistra. Le sue canzoni sulla libertà e sull’impegno di ognuno parlano ancora a chi ha vent’anni.
Perché per noiPensare con la propria testa, anche contro la propria parte. Cultura e patrimonio
1939–1992
Giovanni Falcone
Magistrato
Nel pool antimafia capisce che per colpire Cosa nostra bisogna seguire i soldi, e con Borsellino prepara il maxiprocesso: centinaia di imputati, condanne confermate in Cassazione nel 1992. Il 23 maggio 1992 a Capaci la mafia fa saltare l’autostrada: muoiono lui, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.
Perché per noiIl suo metodo, seguire i soldi, è quello che chiediamo di rafforzare. Mafie, corruzione e verità
1940–1999
Fabrizio De André
Cantautore
Genovese, racconta in musica chi sta ai margini: prostitute, emarginati, sconfitti, minoranze. Album come Storia di un impiegato e Crêuza de mä cambiano la canzone italiana. Nel 1979 viene sequestrato in Sardegna con la compagna Dori Ghezzi e, una volta libero, parla dei suoi rapitori con una pietà che spiazza tutti.
Perché per noiGuardare il mondo dalla parte di chi non ha voce. Cultura e patrimonio
1940–1992
Paolo Borsellino
Magistrato
Amico di Falcone fin da ragazzo, lavora con lui nel pool e nel maxiprocesso. Dopo Capaci sa di essere il prossimo e continua a lavorare. Il 19 luglio 1992 un’autobomba in via D’Amelio uccide lui e cinque agenti della scorta, tra cui Emanuela Loi, la prima donna della Polizia caduta in servizio.
Perché per noiChi indaga e chi denuncia non deve restare solo. Mafie, corruzione e verità
1945–2021
Franco Battiato
Cantautore e compositore
Siciliano, passa dalla musica sperimentale alla canzone senza perdere la curiosità. La voce del padrone, nel 1981, è il primo album italiano a superare il milione di copie. Mescola filosofia, spiritualità e ironia, e porta la cultura alta nella musica di tutti.
Perché per noiLa cultura alta può essere popolare, senza abbassarsi. Cultura e patrimonio
1948–2021
Gino Strada
Chirurgo, fondatore di Emergency
Chirurgo di guerra, nel 1994 fonda Emergency con la moglie Teresa Sarti, per curare gratis le vittime delle guerre, delle mine e della povertà. Emergency apre ospedali in Afghanistan, in Sudan e in molti altri Paesi, e ambulatori in Italia per chi non riesce a curarsi. Muore il 13 agosto 2021, a 73 anni, dopo aver curato con la sua organizzazione milioni di persone.
Perché per noiLe cure sono un diritto di tutti, non un privilegio di chi può pagarle. Sanità
1948–1978
Peppino Impastato
Attivista, fondatore di Radio Aut
Cresciuto in una famiglia legata alla mafia di Cinisi, rompe con il padre e dai microfoni della sua radio prende in giro il boss Gaetano Badalamenti. Nella notte del 9 maggio 1978 viene ucciso e il suo corpo fatto saltare sui binari, per far credere a un attentato. Solo nel 2002 Badalamenti è condannato come mandante.
Perché per noiL’informazione libera, anche piccola, fa paura a chi comanda con la paura. Democrazia e informazione
1952–2013
Pietro Mennea
Velocista
Di Barletta, nel 1979 corre i 200 metri in 19”72, record del mondo per diciassette anni. Nel 1980 vince l’oro olimpico a Mosca. Lontano dalla pista prende quattro lauree, fa l’avvocato e l’europarlamentare, e combatte il doping senza sconti.
Perché per noiIl talento conta se lo alleni ogni giorno, e se vinci pulito. Sport
1952–1990
Rosario Livatino
Magistrato ad Agrigento
Giovane, riservato, rigoroso, lavora alle inchieste di mafia della sua provincia senza cercare mai i riflettori. Il 21 settembre 1990, a 37 anni, viene ucciso sulla strada per il tribunale, senza scorta, da un commando della Stidda.
Perché per noiLa giustizia si fa con il lavoro di ogni giorno, non con i titoli. Istituzioni e diritti civili
1953–1994
Massimo Troisi
Attore e regista
Di San Giorgio a Cremano, con La Smorfia porta in teatro e in tv una comicità napoletana nuova, timida e malinconica. Nel 1981 esordisce al cinema con Ricomincio da tre. Gira Il postino già gravemente malato e muore il 4 giugno 1994, il giorno dopo la fine delle riprese.
Perché per noiSi può far ridere con delicatezza, senza mai prendere in giro i più deboli. Cultura e patrimonio
1955–2015
Pino Daniele
Cantautore e chitarrista
Napoletano, mescola blues, jazz e canzone napoletana e crea un suono che prima non esisteva. Nel 1981 riempie piazza del Plebiscito con un concerto rimasto nella storia della città. Con Nero a metà e Terra mia racconta Napoli senza cartoline.
Perché per noiLe radici si portano nel mondo, non si chiudono in casa. Cultura e patrimonio
1956–2022
David Sassoli
Giornalista, presidente del Parlamento europeo
Fiorentino cresciuto a Roma, per oltre vent’anni fa il giornalista, fino a condurre il Tg1 della sera e a esserne vicedirettore. Nel 2009 è eletto al Parlamento europeo e nel 2019 ne diventa presidente. Nel 2020, all’inizio della pandemia, fa in modo che il Parlamento continui a votare a distanza, perché la democrazia non si sospende. Muore l’11 gennaio 2022, a 65 anni.
Perché per noiLe istituzioni europee si difendono facendole funzionare, anche nei giorni peggiori. Europa e mondo
1959–1985
Giancarlo Siani
Giornalista del Mattino
Corrispondente da Torre Annunziata, racconta la camorra e le periferie dimenticate. Viene ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 a Napoli, a 26 anni.
Perché per noiRaccontare i fatti è già un modo di cambiarli. Democrazia e informazione
1961–1994
Ilaria Alpi
Giornalista del Tg3
Romana, studia l’arabo e lavora come corrispondente dal Cairo. Per il Tg3 segue la guerra in Somalia. Il 20 marzo 1994 viene uccisa a Mogadiscio insieme all’operatore Miran Hrovatin. Stava indagando su un traffico di armi e di rifiuti tossici. Più di trent’anni dopo, chi ha ordinato il delitto non ha ancora un nome.
Perché per noiSenza giornalisti liberi di cercare, certe verità restano sepolte. Democrazia e informazione
1966–2026
Alex Zanardi
Pilota e campione paralimpico
Bolognese, pilota di Formula 1 e due volte campione della serie americana CART. Nel 2001 un incidente in pista gli porta via le gambe. Torna a guidare, poi passa all’handbike e vince quattro ori paralimpici, a Londra 2012 e a Rio 2016. Nel 2020 un altro incidente lo ferma. Muore il 1° maggio 2026, a 59 anni.
Perché per noiNon conta quello che hai perso, ma quello che fai con quello che ti resta. Sport