Chi siamo

Le radici

Le persone da cui partiamo.

Il nostro simbolo è una freccia che va avanti con le radici ben piantate. Queste sono le radici: donne e uomini che hanno messo la legalità, gli ideali, la fermezza e l’integrità prima di sé stessi.

Vengono da storie e da partiti diversi, e su molte cose non erano d’accordo tra loro. C’è chi ha scritto la Costituzione e chi ha vinto il Tour de France, chi ha pagato con la vita e chi ha costruito un’impresa. Nessuno di loro ha scelto di stare qui: li ricordiamo per quello che hanno fatto, non per tirarli dalla nostra parte.

54 storie, in ordine di nascita. Più in basso, gli esempi di oggi ↓

1805–1872

Giuseppe Mazzini

Patriota, padre del pensiero repubblicano

Genovese, nel 1831 fonda la Giovine Italia: un’Italia unita, libera e repubblicana, quando quasi nessuno ci credeva. Passa gran parte della vita in esilio. Nel 1849 guida la Repubblica Romana, che si dà una delle costituzioni più avanzate del tempo. Nei Doveri dell’uomo lega ogni diritto a un dovere verso gli altri.

Perché per noiLa Repubblica nasce da un’idea semplice: ogni diritto viene con un dovere. Istituzioni e diritti civili

1855–1925

Anna Kuliscioff

Medica, socialista e femminista

Nata in Crimea, arriva in Italia da esule. A Milano fa la medica nei quartieri poveri, e la chiamano la dottora dei poveri. Con Filippo Turati anima la rivista Critica Sociale e si batte per le leggi che proteggono il lavoro di donne e bambini e per il voto alle donne, che in Italia arriverà solo nel 1946.

Perché per noiI diritti delle donne non sono un capitolo a parte: sono la misura di una democrazia. Famiglia e casa

1857–1932

Filippo Turati

Padre del socialismo riformista

Avvocato milanese, nel 1892 è tra i fondatori del partito che diventerà il Partito socialista. Crede nelle riforme più che nella rivoluzione: leggi sul lavoro, scuola, voto per tutti. Dopo il delitto Matteotti è tra i leader dell’Aventino. Nel 1926 lascia l’Italia fascista in motoscafo, con l’aiuto di Rosselli, Parri e Pertini, e muore esule a Parigi.

Perché per noiLe cose si cambiano con le riforme, una legge alla volta. Economia e lavoro

1870–1952

Maria Montessori

Medica ed educatrice

È tra le prime donne laureate in medicina in Italia. Nel 1907 apre a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, la prima Casa dei Bambini: si impara facendo, con materiali pensati per i più piccoli e la libertà di scegliere. Il suo metodo arriva in tutto il mondo e si usa ancora oggi in migliaia di scuole.

Perché per noiUna scuola costruita intorno a chi impara. Istruzione

1874–1961

Luigi Einaudi

Economista, Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955

Governatore della Banca d’Italia e poi ministro del Bilancio, contribuisce a fermare l’inflazione del dopoguerra. Da presidente della Repubblica pesa ogni decisione sui numeri e sulle conseguenze.

Perché per noiPrima si conoscono i numeri, poi si decide. Il conto

1877–1935

Luisa Spagnoli

Imprenditrice

Nata a Perugia, nel 1907 è tra i fondatori della Perugina e nel 1922 inventa il Bacio. Accanto alla fabbrica apre un asilo nido per i figli delle operaie, tra i primi in Italia. Nel 1928 avvia l’allevamento di conigli d’angora da cui nasce il marchio di moda che porta il suo nome.

Perché per noiUn’impresa che pensa a chi ci lavora va più lontano. Capitalismo responsabile

1881–1954

Alcide De Gasperi

Presidente del Consiglio dal 1945 al 1953

Nato in Trentino quando era ancora Austria-Ungheria, guida l’Italia nella ricostruzione dopo la guerra e la lega all’Europa: è tra i padri fondatori dell’Unione europea.

Perché per noiL’Europa si costruisce con pazienza e con i fatti. Europa e mondo

1885–1924

Giacomo Matteotti

Deputato socialista

Il 30 maggio 1924 alla Camera denuncia le violenze e i brogli con cui i fascisti hanno vinto le elezioni, con nomi e fatti. Il 10 giugno viene rapito a Roma da una squadra fascista e ucciso.

Perché per noiLe elezioni libere sono la prima cosa da difendere. Democrazia e informazione

1887–1979

Lina Merlin

Maestra, partigiana, madre costituente

Antifascista, nel 1926 è condannata a cinque anni di confino in Sardegna. Dopo la Resistenza è eletta all’Assemblea costituente, dove lavora perché l’uguaglianza valga anche tra uomini e donne. Da senatrice firma la legge del 1958 che chiude le case chiuse e aiuta le donne a uscire dalla prostituzione.

Perché per noiL’uguaglianza scritta nella Costituzione va fatta valere nella vita di tutti i giorni. Istituzioni e diritti civili

1889–1956

Piero Calamandrei

Giurista, padre costituente

Antifascista, nel Partito d’Azione, è tra i padri della Costituzione. Il 26 gennaio 1955 a Milano la spiega agli studenti in un discorso che si legge ancora nelle scuole.

Perché per noiLa Costituzione è un impegno da portare avanti, non un ricordo. Istituzioni e diritti civili

1891–1937

Antonio Gramsci

Intellettuale, fondatore del Partito comunista d’Italia

Arrestato dal regime nel 1926, passa in prigione quasi tutto il resto della vita. Nei Quaderni del carcere scrive di cultura, scuola e potere: pagine che si studiano in tutto il mondo. Muore a Roma nel 1937, dopo undici anni di detenzione.

Perché per noiSenza cultura non si sceglie niente: è la prima forma di libertà. Cultura e patrimonio

1896–1990

Sandro Pertini

Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985

Socialista e antifascista, passa anni tra carcere e confino, poi è tra i capi della Resistenza. Da presidente avvicina il Quirinale alle persone, senza smettere di dire quello che pensa.

Perché per noiLe istituzioni devono parlare chiaro e stare dalla parte dei cittadini. Istituzioni e diritti civili

1898–1988

Enzo Ferrari

Fondatore della Ferrari

Modenese, pilota negli anni Venti, nel 1929 fonda la Scuderia Ferrari e nel 1947 esce da Maranello la prima auto con il suo nome. Da una provincia emiliana costruisce il marchio italiano più famoso al mondo, vincendo in pista e nei mercati.

Perché per noiIl talento italiano, quando ci crede, sa battere chiunque. Capitalismo responsabile

1898–1988

Giuseppe Saragat

Presidente della Repubblica dal 1964 al 1971

Socialista torinese, passa gli anni del regime in esilio. Nel 1946 è eletto presidente dell’Assemblea costituente. L’anno dopo si separa dai socialisti alleati dei comunisti e fonda il partito socialdemocratico, scegliendo l’Occidente e l’Europa. Dal 1964 al 1971 è presidente della Repubblica.

Perché per noiLibertà e giustizia sociale si tengono per mano, e stanno in Europa. Europa e mondo

1899–1937

Carlo Rosselli

Antifascista, teorico del socialismo liberale

Nel 1926 organizza la fuga di Turati in Francia e per questo finisce al confino a Lipari, da cui evade. A Parigi fonda Giustizia e Libertà e scrive Socialismo liberale: libertà e giustizia sociale insieme. Nel 1936 combatte in Spagna contro Franco. Il 9 giugno 1937 viene ucciso in Francia con il fratello Nello, da sicari al servizio del regime fascista.

Perché per noiSenza giustizia sociale la libertà resta un privilegio di pochi. Democrazia e informazione

1901–1960

Adriano Olivetti

Imprenditore

A Ivrea costruisce una fabbrica diversa: stipendi più alti della media, asili, biblioteche e servizi per chi ci lavora, architetti e intellettuali accanto agli operai. Con lui l’Olivetti entra nell’elettronica con l’Elea 9003.

Perché per noiUn’impresa crea valore per tutti, non solo per chi la possiede. Capitalismo responsabile

1903–1979

Ugo La Malfa

Antifascista, leader repubblicano

Siciliano, nel 1942 è tra i fondatori del Partito d’Azione, poi guida il Partito repubblicano. Da ministro apre l’Italia agli scambi con l’estero e chiede di programmare la spesa pubblica invece di disperderla. Nel 1979 riceve l’incarico di formare un governo ma non ci riesce, e muore poche settimane dopo.

Perché per noiTenere in ordine i conti pubblici è una questione di giustizia, non di ragioneria. Fisco e conti pubblici

1906–1962

Enrico Mattei

Partigiano, fondatore dell’ENI

Comandante partigiano, invece di chiudere l’Agip la rilancia e nel 1953 fonda l’ENI. Offre ai Paesi produttori di petrolio accordi più giusti e cerca l’indipendenza energetica dell’Italia. Muore il 27 ottobre 1962 quando il suo aereo precipita a Bascapè: un’inchiesta chiusa nel 2003 ha concluso che a bordo c’era una bomba.

Perché per noiL’indipendenza energetica è indipendenza e basta. Energia e ambiente

1907–1986

Altiero Spinelli

Federalista europeo

Al confino sull’isola di Ventotene, nel 1941 scrive con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni il manifesto per un’Europa libera e unita. Dedica la vita a quell’idea, fino al progetto di trattato per l’Unione europea approvato dal Parlamento europeo nel 1984.

Perché per noiUn’Europa federale, che decide con una voce sola. Europa e mondo

1909–2012

Rita Levi-Montalcini

Scienziata, premio Nobel

Le leggi razziali del 1938 la cacciano dall’università: lei continua le ricerche in un laboratorio allestito in camera da letto. Nel 1986 vince il Nobel per la medicina per la scoperta del fattore di crescita nervoso. Dal 2001 è senatrice a vita.

Perché per noiLa ricerca ha bisogno di libertà, e di un Paese che ci creda. Giovani e fuga dei talenti

1914–2000

Gino Bartali

Ciclista

Vince tre Giri d’Italia e due Tour de France, a dieci anni di distanza, nel 1938 e nel 1948. Durante la guerra, con la scusa degli allenamenti, porta documenti falsi nascosti nel telaio della bicicletta per salvare ebrei perseguitati, e nasconde una famiglia ebrea in casa. Non ne parla quasi mai. Nel 2013 Israele lo riconosce Giusto tra le Nazioni.

Perché per noiIl bene si fa, non si racconta. Sport

1916–1978

Aldo Moro

Presidente del Consiglio, padre costituente

Professore di diritto, democristiano, siede all’Assemblea costituente e guida più governi. Cerca un accordo tra i grandi partiti per rafforzare la democrazia. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse lo rapiscono e uccidono i cinque uomini della scorta; dopo 55 giorni uccidono anche lui.

Perché per noiIl dialogo tra chi la pensa diversamente rende forte una democrazia. Istituzioni e diritti civili

1920–1982

Carlo Alberto dalla Chiesa

Generale dei Carabinieri, prefetto di Palermo

Negli anni Settanta guida la lotta alle Brigate Rosse. Nel 1982 viene mandato a Palermo come prefetto, con pochi poteri. Circa quattro mesi dopo la mafia lo uccide in via Carini, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo.

Perché per noiLo Stato non può mandare le sue persone migliori a combattere da sole. Mafie, corruzione e verità

1920–1999

Nilde Iotti

Madre costituente, presidente della Camera

Iscritta al PCI dal 1943, nel 1946 è eletta all’Assemblea costituente. Nel 1979 diventa la prima donna presidente della Camera e resta in carica fino al 1992.

Perché per noiLe istituzioni sono di tutti e devono assomigliare al Paese. Istituzioni e diritti civili

1921–1970

Mauro De Mauro

Giornalista de L’Ora

Cronista del quotidiano palermitano L’Ora, racconta la mafia quando molti dicono che non esiste. Sta lavorando sugli ultimi giorni di Enrico Mattei, per il film di Francesco Rosi, quando la sera del 16 settembre 1970 viene portato via sotto casa, a Palermo. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.

Perché per noiUna verità cercata e mai trovata resta un debito dello Stato. Democrazia e informazione

1921–2013

Teresa Mattei

Partigiana, madre costituente

Genovese, a scuola contesta le leggi razziali e viene espulsa da tutte le scuole del Regno. Partigiana con il nome di Chicchi, nel 1946 è la più giovane delle donne elette all’Assemblea costituente. Lo stesso anno, con l’Unione donne italiane, sceglie la mimosa come fiore dell’8 marzo. Poi dedica la vita ai diritti dei bambini.

Perché per noiLa Costituzione l’hanno scritta anche ragazze e ragazzi di vent’anni. Giovani e fuga dei talenti

1922–1984

Enrico Berlinguer

Segretario del PCI dal 1972 al 1984

Allontana il suo partito da Mosca e nel 1981, in un’intervista a Eugenio Scalfari, pone la questione morale: i partiti hanno occupato lo Stato e sono diventati centri di potere e di clientele. Muore a Padova nel 1984, dopo un malore durante un comizio.

Perché per noiLa politica deve smettere di occupare lo Stato. Mafie, corruzione e verità

1924–1991

Libero Grassi

Imprenditore

Titolare della Sigma, un’azienda di Palermo, il 10 gennaio 1991 scrive al Giornale di Sicilia che non pagherà il pizzo. Resta quasi solo. Il 29 agosto 1991 la mafia lo uccide.

Perché per noiChi si ribella al racket deve trovare lo Stato al suo fianco. Mafie, corruzione e verità

1925–1994

Giovanni Spadolini

Storico, presidente del Consiglio

Fiorentino, storico e giornalista, dirige il Corriere della Sera. Nel 1974 è il primo ministro dei Beni culturali, un ministero che nasce con lui. Nel 1981 diventa il primo presidente del Consiglio non democristiano della Repubblica e affronta lo scandalo della loggia P2, con la legge che scioglie le associazioni segrete. Poi presiede il Senato.

Perché per noiIl patrimonio culturale è una ricchezza da proteggere e da far conoscere. Cultura e patrimonio

1925–1979

Mario Francese

Giornalista del Giornale di Sicilia

Cronista di giudiziaria, è tra i primi a ricostruire l’ascesa dei Corleonesi di Totò Riina e i soldi intorno alla diga Garcia. Il 26 gennaio 1979 viene ucciso sotto casa a Palermo. Ci vorranno più di vent’anni e la tenacia del figlio Giuseppe per avere le condanne.

Perché per noiChi racconta i fatti per primo merita di non essere lasciato solo. Democrazia e informazione

1925–2015

Michele Ferrero

Imprenditore

Ad Alba trasforma la pasticceria di famiglia in un gruppo mondiale: nel 1964 nasce la Nutella, poi Kinder e Rocher. Non lascia mai il suo territorio e lega l’azienda a chi ci lavora, con servizi e una fondazione per gli ex dipendenti. Schivo, non concede quasi mai interviste.

Perché per noiSi può crescere nel mondo senza dimenticare da dove si viene. Capitalismo responsabile

1925–1984

Pippo Fava

Giornalista e scrittore

Scrittore, drammaturgo e giornalista, a Catania fonda e dirige il mensile I Siciliani, che racconta senza paura gli intrecci tra mafia, politica e affari in una città dove si diceva che la mafia non esistesse. La sera del 5 gennaio 1984 viene ucciso dal clan Santapaola davanti al Teatro Stabile.

Perché per noiUn giornalismo che non fa paura ai potenti non serve a nessuno. Democrazia e informazione

1925–1983

Rocco Chinnici

Magistrato, consigliere istruttore a Palermo

Crea il primo gruppo di magistrati che lavorano insieme sulla mafia, il pool antimafia, e ci chiama Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Parla di mafia ai giovani quando in pochi lo facevano. Il 29 luglio 1983 un’autobomba lo uccide davanti a casa, con altre tre persone.

Perché per noiLa legalità si insegna, a partire dalla scuola. Mafie, corruzione e verità

1927–1982

Pio La Torre

Deputato e segretario del PCI in Sicilia

Figlio di contadini di Palermo, si batte tutta la vita per la terra e contro la mafia. Propone di punire l’associazione mafiosa in quanto tale e di togliere ai boss i loro beni. Viene ucciso il 30 aprile 1982 con Rosario Di Salvo; la sua legge, la Rognoni-La Torre, è approvata pochi mesi dopo.

Perché per noiColpire i patrimoni è il modo più efficace per colpire le mafie. Mafie, corruzione e verità

1927–2016

Tina Anselmi

Partigiana, prima donna ministro

A 17 anni è staffetta partigiana con il nome di Gabriella. Nel 1976 è la prima donna ministro della Repubblica e nel 1978, alla Sanità, è tra le autrici della riforma che crea il Servizio sanitario nazionale. Poi presiede la commissione d’inchiesta sulla loggia P2.

Perché per noiLa sanità pubblica è una conquista da difendere. Sanità

1928–2022

Piero Angela

Giornalista e divulgatore

Torinese, entra in Rai nel 1952, fa il corrispondente dall’estero e nel 1976 è il primo conduttore del Tg2. Nel 1981 crea Quark, poi Superquark, e per quarant’anni porta la scienza nelle case degli italiani con parole semplici, senza mai banalizzarla. Nel 1989 è tra i fondatori del CICAP, che smonta bufale e pseudoscienze. Muore il 13 agosto 2022, a 93 anni.

Perché per noiSpiegare bene le cose difficili è un servizio pubblico. Cultura e patrimonio

1933–1979

Giorgio Ambrosoli

Avvocato, commissario liquidatore

Nel 1974 la Banca d’Italia gli affida la liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Resiste a pressioni e minacce e ricostruisce i conti. L’11 luglio 1979 viene ucciso a Milano da un killer pagato da Sindona.

Perché per noiFare bene il proprio lavoro, anche quando costa tutto. Capitalismo responsabile

1934–2025

Giorgio Armani

Stilista e imprenditore

Nato a Piacenza, lascia gli studi di medicina per la moda. Nel 1975 fonda con Sergio Galeotti la sua azienda e reinventa il modo di vestire, con una sobrietà che diventa stile italiano nel mondo. Resta per tutta la vita alla guida di un gruppo indipendente. Muore il 4 settembre 2025, a 91 anni.

Perché per noiLa bellezza fatta bene è anche lavoro, rigore e indipendenza. Capitalismo responsabile

1935–1980

Piersanti Mattarella

Presidente della Regione Siciliana

Democristiano, nel 1978 diventa presidente della Regione e prova a cambiarla dall’interno: nomine con criteri chiari, controlli sugli enti sospettati di corruzione, nessuno spazio alla speculazione edilizia. La mafia lo uccide il 6 gennaio 1980, davanti a casa, mentre va a messa con la famiglia.

Perché per noiGli appalti puliti non sono un dettaglio tecnico: sono la porta da cui la mafia entra nello Stato. Mafie, corruzione e verità

1939–2003

Giorgio Gaber

Cantautore e attore

Milanese, dopo i successi in televisione lascia tutto per il teatro e inventa con Sandro Luporini il teatro canzone: monologhi e canzoni che prendono in giro i luoghi comuni di destra e di sinistra. Le sue canzoni sulla libertà e sull’impegno di ognuno parlano ancora a chi ha vent’anni.

Perché per noiPensare con la propria testa, anche contro la propria parte. Cultura e patrimonio

1939–1992

Giovanni Falcone

Magistrato

Nel pool antimafia capisce che per colpire Cosa nostra bisogna seguire i soldi, e con Borsellino prepara il maxiprocesso: centinaia di imputati, condanne confermate in Cassazione nel 1992. Il 23 maggio 1992 a Capaci la mafia fa saltare l’autostrada: muoiono lui, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

Perché per noiIl suo metodo, seguire i soldi, è quello che chiediamo di rafforzare. Mafie, corruzione e verità

1940–1999

Fabrizio De André

Cantautore

Genovese, racconta in musica chi sta ai margini: prostitute, emarginati, sconfitti, minoranze. Album come Storia di un impiegato e Crêuza de mä cambiano la canzone italiana. Nel 1979 viene sequestrato in Sardegna con la compagna Dori Ghezzi e, una volta libero, parla dei suoi rapitori con una pietà che spiazza tutti.

Perché per noiGuardare il mondo dalla parte di chi non ha voce. Cultura e patrimonio

1940–1992

Paolo Borsellino

Magistrato

Amico di Falcone fin da ragazzo, lavora con lui nel pool e nel maxiprocesso. Dopo Capaci sa di essere il prossimo e continua a lavorare. Il 19 luglio 1992 un’autobomba in via D’Amelio uccide lui e cinque agenti della scorta, tra cui Emanuela Loi, la prima donna della Polizia caduta in servizio.

Perché per noiChi indaga e chi denuncia non deve restare solo. Mafie, corruzione e verità

1945–2021

Franco Battiato

Cantautore e compositore

Siciliano, passa dalla musica sperimentale alla canzone senza perdere la curiosità. La voce del padrone, nel 1981, è il primo album italiano a superare il milione di copie. Mescola filosofia, spiritualità e ironia, e porta la cultura alta nella musica di tutti.

Perché per noiLa cultura alta può essere popolare, senza abbassarsi. Cultura e patrimonio

1948–2021

Gino Strada

Chirurgo, fondatore di Emergency

Chirurgo di guerra, nel 1994 fonda Emergency con la moglie Teresa Sarti, per curare gratis le vittime delle guerre, delle mine e della povertà. Emergency apre ospedali in Afghanistan, in Sudan e in molti altri Paesi, e ambulatori in Italia per chi non riesce a curarsi. Muore il 13 agosto 2021, a 73 anni, dopo aver curato con la sua organizzazione milioni di persone.

Perché per noiLe cure sono un diritto di tutti, non un privilegio di chi può pagarle. Sanità

1948–1978

Peppino Impastato

Attivista, fondatore di Radio Aut

Cresciuto in una famiglia legata alla mafia di Cinisi, rompe con il padre e dai microfoni della sua radio prende in giro il boss Gaetano Badalamenti. Nella notte del 9 maggio 1978 viene ucciso e il suo corpo fatto saltare sui binari, per far credere a un attentato. Solo nel 2002 Badalamenti è condannato come mandante.

Perché per noiL’informazione libera, anche piccola, fa paura a chi comanda con la paura. Democrazia e informazione

1952–2013

Pietro Mennea

Velocista

Di Barletta, nel 1979 corre i 200 metri in 19”72, record del mondo per diciassette anni. Nel 1980 vince l’oro olimpico a Mosca. Lontano dalla pista prende quattro lauree, fa l’avvocato e l’europarlamentare, e combatte il doping senza sconti.

Perché per noiIl talento conta se lo alleni ogni giorno, e se vinci pulito. Sport

1952–1990

Rosario Livatino

Magistrato ad Agrigento

Giovane, riservato, rigoroso, lavora alle inchieste di mafia della sua provincia senza cercare mai i riflettori. Il 21 settembre 1990, a 37 anni, viene ucciso sulla strada per il tribunale, senza scorta, da un commando della Stidda.

Perché per noiLa giustizia si fa con il lavoro di ogni giorno, non con i titoli. Istituzioni e diritti civili

1953–1994

Massimo Troisi

Attore e regista

Di San Giorgio a Cremano, con La Smorfia porta in teatro e in tv una comicità napoletana nuova, timida e malinconica. Nel 1981 esordisce al cinema con Ricomincio da tre. Gira Il postino già gravemente malato e muore il 4 giugno 1994, il giorno dopo la fine delle riprese.

Perché per noiSi può far ridere con delicatezza, senza mai prendere in giro i più deboli. Cultura e patrimonio

1955–2015

Pino Daniele

Cantautore e chitarrista

Napoletano, mescola blues, jazz e canzone napoletana e crea un suono che prima non esisteva. Nel 1981 riempie piazza del Plebiscito con un concerto rimasto nella storia della città. Con Nero a metà e Terra mia racconta Napoli senza cartoline.

Perché per noiLe radici si portano nel mondo, non si chiudono in casa. Cultura e patrimonio

1956–2022

David Sassoli

Giornalista, presidente del Parlamento europeo

Fiorentino cresciuto a Roma, per oltre vent’anni fa il giornalista, fino a condurre il Tg1 della sera e a esserne vicedirettore. Nel 2009 è eletto al Parlamento europeo e nel 2019 ne diventa presidente. Nel 2020, all’inizio della pandemia, fa in modo che il Parlamento continui a votare a distanza, perché la democrazia non si sospende. Muore l’11 gennaio 2022, a 65 anni.

Perché per noiLe istituzioni europee si difendono facendole funzionare, anche nei giorni peggiori. Europa e mondo

1959–1985

Giancarlo Siani

Giornalista del Mattino

Corrispondente da Torre Annunziata, racconta la camorra e le periferie dimenticate. Viene ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 a Napoli, a 26 anni.

Perché per noiRaccontare i fatti è già un modo di cambiarli. Democrazia e informazione

1961–1994

Ilaria Alpi

Giornalista del Tg3

Romana, studia l’arabo e lavora come corrispondente dal Cairo. Per il Tg3 segue la guerra in Somalia. Il 20 marzo 1994 viene uccisa a Mogadiscio insieme all’operatore Miran Hrovatin. Stava indagando su un traffico di armi e di rifiuti tossici. Più di trent’anni dopo, chi ha ordinato il delitto non ha ancora un nome.

Perché per noiSenza giornalisti liberi di cercare, certe verità restano sepolte. Democrazia e informazione

1966–2026

Alex Zanardi

Pilota e campione paralimpico

Bolognese, pilota di Formula 1 e due volte campione della serie americana CART. Nel 2001 un incidente in pista gli porta via le gambe. Torna a guidare, poi passa all’handbike e vince quattro ori paralimpici, a Londra 2012 e a Rio 2016. Nel 2020 un altro incidente lo ferma. Muore il 1° maggio 2026, a 59 anni.

Perché per noiNon conta quello che hai perso, ma quello che fai con quello che ti resta. Sport

Esempi di oggi

Gli stessi valori, oggi.

Sono persone che oggi, ognuna nel suo campo, tengono vivi gli stessi valori. Non fanno parte di OLTRE_, non sostengono il progetto e non ci hanno chiesto di essere qui. Le citiamo solo per quello che fanno, con fatti pubblici e verificabili. Se una di loro preferisce non comparire, ci scriva a info@oltreilrumore.eu.

Oggi1945

Don Luigi Ciotti

Sacerdote, fondatore del Gruppo Abele e di Libera

Nato a Pieve di Cadore e cresciuto a Torino, nel 1965 dà vita al Gruppo Abele, per stare accanto a chi vive ai margini. Nel 1995 fonda Libera, che unisce associazioni, scuole e gruppi di tutta Italia contro le mafie. L’anno dopo Libera raccoglie oltre un milione di firme per la legge che restituisce alla collettività i beni confiscati ai boss.

Perché per noiI beni tolti alle mafie devono tornare a chi vive lì, come scuole, cooperative e lavoro. Mafie, corruzione e verità

Oggi1946

Gherardo Colombo

Ex magistrato

Nel 1981, indagando su Michele Sindona, trova con il collega Giuliano Turone le liste della loggia P2. Dal 1992 è tra i pubblici ministeri di Mani pulite a Milano. Nel 2007 lascia la magistratura per andare nelle scuole a parlare di regole, Costituzione e giustizia.

Perché per noiLe regole si rispettano quando si capiscono, e si capiscono a scuola. Mafie, corruzione e verità

Oggi1947

Franca Viola

La prima a dire no al matrimonio riparatore

Nel 1965, ad Alcamo, a diciassette anni viene rapita e violentata da un uomo che poi le propone il «matrimonio riparatore»: per la legge di allora, sposarla avrebbe cancellato il reato. Lei rifiuta e lo porta in tribunale, dove lui viene condannato. È la prima a dire di no in pubblico. Quella norma sarà abolita solo nel 1981.

Perché per noiIl coraggio di una ragazza di diciassette anni ha cambiato una legge. Istituzioni e diritti civili

Oggi1948

Giorgio Parisi

Fisico, premio Nobel

Romano, si laurea alla Sapienza nel 1970 e lì passa gran parte della sua vita di ricercatore. Studia il disordine, cioè come si comportano i sistemi complicati, dai materiali agli stormi di uccelli. Nel 2021 vince il Nobel per la fisica. Dal 2018 al 2021 presiede l’Accademia dei Lincei.

Perché per noiLa ricerca finanziata bene è un investimento, ed è il modo per non far partire chi studia. Giovani e fuga dei talenti

Oggi1958

Nicola Gratteri

Magistrato, procuratore di Napoli

Calabrese di Gerace, da quasi quarant’anni indaga sulla ’ndrangheta e dal 1989 vive sotto scorta. Da procuratore di Catanzaro, dal 2016, porta in tribunale le cosche più potenti della Calabria. Dal 2023 guida la Procura di Napoli. Con lo storico Antonio Nicaso scrive libri per spiegare a tutti come funzionano le mafie.

Perché per noiContro le mafie servono decenni di lavoro, e uno Stato che dia a chi indaga i mezzi per farlo. Mafie, corruzione e verità

Oggi1959

Alessandro Barbero

Storico

Torinese, medievista e professore universitario, vince il premio Strega nel 1996 con un romanzo. Le sue lezioni di storia, in piazza, in tv e online, sono seguite da milioni di persone, soprattutto giovani: racconta il passato con rigore e con passione, e fa venire voglia di studiare.

Perché per noiConoscere la storia aiuta a non farsi raccontare favole sul presente. Istruzione

Oggi1962

Alberto Angela

Divulgatore

Paleontologo, ha lavorato a scavi in Africa e in Asia prima di passare alla televisione. Con Ulisse e Meraviglie porta milioni di persone dentro la storia, l’arte e la scienza, continuando il lavoro del padre Piero con uno stile tutto suo.

Perché per noiIl patrimonio italiano va raccontato bene, perché tutti lo sentano proprio. Cultura e patrimonio

OggiIn magistratura dal 1989

Alfonso Sabella

Magistrato

Dal 1993 al 1999 lavora alla Procura di Palermo, nella squadra guidata da Gian Carlo Caselli, e dà la caccia ai latitanti di Cosa nostra: tra gli arrestati ci sono Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Più tardi, a Roma, è assessore alla legalità e alla trasparenza. Dalla sua storia è nata la serie Il cacciatore.

Perché per noiLe mafie si battono con gli strumenti giusti e con chi li sa usare. Mafie, corruzione e verità

Oggi1962

Elena Cattaneo

Scienziata, senatrice a vita

Farmacologa all’Università di Milano, studia da trent’anni la malattia di Huntington e le cellule staminali. Nel 2013 il presidente Napolitano la nomina senatrice a vita. In Senato si batte per una ricerca libera e per decisioni pubbliche basate sulle prove, anche quando è scomodo.

Perché per noiLe scelte pubbliche vanno prese sulle prove, non sugli slogan. Giovani e fuga dei talenti

Oggi1977

Samantha Cristoforetti

Astronauta dell’Agenzia spaziale europea

Milanese, pilota dell’Aeronautica militare, nel 2009 è scelta come astronauta dell’Agenzia spaziale europea. Con la missione Futura, tra il 2014 e il 2015, passa quasi 200 giorni nello spazio. Nel 2022 torna sulla Stazione spaziale internazionale: è la prima donna europea a fare una passeggiata spaziale e la prima a comandare la stazione.

Perché per noiStudio, preparazione e lavoro di squadra portano lontano, fino in orbita. Istruzione

Oggi1997

Bebe Vio

Campionessa paralimpica di scherma

Veneziana, a undici anni una meningite le porta via braccia e gambe. Torna in pedana con le protesi e diventa campionessa di fioretto: oro alle Paralimpiadi di Rio 2016 e di Tokyo 2020. Con l’associazione nata nella sua famiglia porta lo sport a ragazze e ragazzi con disabilità.

Perché per noiLo sport deve essere davvero di tutti. Sport

Manca qualcuno che per te dovrebbe esserci? Diccelo.

Torna ai volti ↑

Le foto e le licenze

Le foto vengono da Wikimedia Commons e da Wikipedia. Le abbiamo ritagliate e, per chi non c’è più, stampate in due colori. Quelle con licenza CC BY-SA si possono riusare alle stesse condizioni. Di Michele Ferrero, Alfonso Sabella non abbiamo ancora una foto libera da diritti.

  • Giuseppe Mazzini · Gebrüder Alinari · pubblico dominio · fonte
  • Anna Kuliscioff · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Filippo Turati · Mario Nunes Vais · pubblico dominio · fonte
  • Maria Montessori · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Luigi Einaudi · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Luisa Spagnoli · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Alcide De Gasperi · Presidenza del Consiglio dei ministri · pubblico dominio · fonte
  • Giacomo Matteotti · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Lina Merlin · Severino Crescente · pubblico dominio · fonte
  • Piero Calamandrei · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Antonio Gramsci · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Sandro Pertini · Severino Crescente · pubblico dominio · fonte
  • Enzo Ferrari · Rainer W. Schlegelmilch · pubblico dominio · fonte
  • Giuseppe Saragat · Mario De Biasi · pubblico dominio · fonte
  • Carlo Rosselli · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Adriano Olivetti · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Ugo La Malfa · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Enrico Mattei · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Altiero Spinelli · Parlamento europeo · uso consentito citando la fonte · fonte
  • Rita Levi-Montalcini · Kurt Hagblom, restauro di Adam Cuerden · pubblico dominio · fonte
  • Gino Bartali · El Gráfico · pubblico dominio · fonte
  • Aldo Moro · autore sconosciuto · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Carlo Alberto dalla Chiesa · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Nilde Iotti · Camera dei deputati · pubblico dominio · fonte
  • Mauro De Mauro · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Teresa Mattei · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Enrico Berlinguer · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Libero Grassi · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Giovanni Spadolini · Comet Photo AG (Zürich) · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Mario Francese · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Pippo Fava · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Rocco Chinnici · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Pio La Torre · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Tina Anselmi · autore sconosciuto · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Piero Angela · Niccolò Caranti · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Giorgio Ambrosoli · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Giorgio Armani · Jan Schroeder · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Piersanti Mattarella · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Giorgio Gaber · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Giovanni Falcone · Informazione Fotografica · pubblico dominio · fonte
  • Fabrizio De André · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Paolo Borsellino · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Don Luigi Ciotti · Presidenza della Repubblica · libera con attribuzione · fonte
  • Franco Battiato · rabendeviaregia · CC BY-SA 2.0 · fonte
  • Gherardo Colombo · Stefano Bolognini · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Franca Viola · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Gino Strada · Matteo Masolini · CC BY-SA 2.0 · fonte
  • Giorgio Parisi · Lorenza Parisi · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Peppino Impastato · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Pietro Mennea · FIDAL · pubblico dominio · fonte
  • Rosario Livatino · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Massimo Troisi · Gorup de Besanez · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Pino Daniele · Gorup de Besanez · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • David Sassoli · Francesca Minonne · CC BY-SA 2.0 · fonte
  • Nicola Gratteri · Niccolò Caranti · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Alessandro Barbero · Alessio Jacona · CC BY-SA 2.0 · fonte
  • Giancarlo Siani · autore sconosciuto · pubblico dominio · fonte
  • Ilaria Alpi · Madamemasked · CC BY-SA 4.0 · fonte
  • Alberto Angela · Barbara Ledda / www.barbaraledda.it · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Elena Cattaneo · La lettera F · CC BY 3.0 · fonte
  • Alex Zanardi · Brunhild Media · CC BY-SA 3.0 · fonte
  • Samantha Cristoforetti · Robert Markowitz, NASA · pubblico dominio · fonte
  • Bebe Vio · Scott335 · CC BY-SA 3.0 · fonte