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Attualità

Le vetrine di Milano e la rabbia che viene da lontano

22 ottobre 2026 · 3 minuti, o 12 con l’approfondimento

Due giorni di saccheggi, 343 fermati, un decreto approvato in quarantott’ore e 500 paracadutisti per sabato. Abbiamo messo in fila i fatti, le misure e le frasi dei politici, e le abbiamo pesate.

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Aggiornato al 22 ottobre 2026

343fermati a Milano, secondo il sindaco Sala
35minorenni arrestati dal fine settimana
500militari in più in città fino a dicembre
4,2%l’inflazione a settembre

Alle 16.54 di domenica un gruppo di ragazzi scaglia sedie e tavolini contro la vetrina del Foot Locker di via Torino. Poco dopo tocca al Carrefour della stessa via, poi ai negozi di via Orefici, al Decathlon di piazza Castello, alla Rinascente. Si muovono a piccoli gruppi, colpiscono dove la polizia non c’è e spariscono. Molti non hanno diciotto anni.

Era il secondo giorno di caos nel centro di Milano. Il primo era cominciato sabato con un corteo contro il carovita, circa 5.000 persone convocate sui social. La gran parte ha sfilato senza incidenti, poi gruppi vestiti di nero hanno trasformato piazza Duomo in un campo di battaglia. Scontri anche a Torino e a Bologna.

Il governo ha risposto in fretta. Lunedì 20 ottobre ha approvato un decreto che crea un nuovo reato per la violenza di gruppo nelle manifestazioni, da 2 a 5 anni, presume che i ragazzi dai 14 anni capiscano quello che fanno, multa i genitori ed estende il fermo per accertamenti ai luoghi affollati. A Milano arrivano 500 militari, i paracadutisti della Folgore, in servizio già da sabato 24. «Se chi rompe è minorenne, pagano i suoi genitori», ha detto Giorgia Meloni.

Le critiche non sono mancate. Le Camere penali hanno definito il decreto inutile e lesivo dei diritti. Per Stefano Bonaccini, del Pd, è il nono decreto sicurezza in quattro anni. Mario Draghi ha detto che i giovani protestano perché sentono che nessuno li ascolta.

Ora per ora

La domenica dei saccheggi

Premi Guarda o sposta il cursore. Ogni punto è un fatto riportato dalle cronache.

DuomoCastello SforzescoSan BabilaCadornaMoscovavia TorinoCordusio

Fonti. Sky TG24, diretta del 18 ottobre, Il Post, Il Giornale. Strade © OpenStreetMap contributors.

Leggi l’approfondimento, con mappe e calcoli

La nostra posizione

Le vetrine no. Le ragioni sì.

Lo diciamo senza giri di parole. Chi ha saccheggiato negozi e ferito agenti a Milano va fermato e punito, e non rappresenta nessuno di quelli che erano in piazza per protestare.

Ma stiamo con le migliaia di persone che sabato hanno sfilato in pace contro il carovita. Hanno ragione. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, dal 1990 a oggi lo stipendio medio di un dipendente privato ha perso il 6,6% del suo valore. L’energia costa il 22% in più di un anno fa. E una generazione intera sente che nessuno la ascolta.

In quarantott’ore il governo ha scritto un decreto con nuovi reati, la presunzione che un quattordicenne capisca sempre quello che fa e i paracadutisti in centro. Per il carovita delle famiglie, in quarantott’ore, niente.

È questo il fallimento. Quando lo Stato ignora un problema per anni e si muove solo per reprimere chi protesta, non risolve niente, sposta la rabbia un po’ più in là. Un Paese che ha più fretta di punire che di ascoltare ha già sbagliato una volta. Non deve sbagliare due volte.

Cosa proponiamo noi

Fin qui la cronaca. Qui sotto, separate, le proposte di OLTRE_ che toccano questi fatti, ognuna con i suoi costi e le sue fonti.

Più agenti in strada, mandati dove servono. Non più divise, ma un uso migliore di quelle che ci sono, schierate in base ai dati su reati e chiamate. Agenti dove servono

Pena certa, e regole chiare anche per chi indossa la divisa. Processo per direttissima per chi ripete un reato, e insieme il codice identificativo visibile durante l’ordine pubblico e le body cam accese. Pena certa · Protetti anche dagli abusi

Le periferie da cui arrivano quei ragazzi. Un piano per ogni quartiere a rischio, con servizi, luce, trasporti e presidi aperti la sera, e comitati di quartiere eletti. Periferie vere · Comitati di quartiere

Nessun ragazzo lasciato fermo. Entro quattro mesi dalla fine della scuola, un’offerta concreta per ciascuno, lavoro, apprendistato, ITS o servizio civile. Nessun ragazzo fermo · Povertà educativa

Stipendi e bollette, la radice della protesta. Stipendi lordi più alti, meno Irpef ai redditi medi e contratti di lungo periodo per l’energia rinnovabile. Stipendi lordi più alti · Meno Irpef ai redditi medi · Bollette più basse

Dove non abbiamo ancora una risposta. Sul fermo per i minorenni e sulla presunzione di capacità dai 14 anni il nostro manifesto oggi non prende posizione. Tocca insieme sicurezza e diritti, e vogliamo arrivarci discutendo.

Il decreto ti convince? Cosa avresti fatto tu?

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