Sparisce dai radar
Alle 20.59 e 45 secondi la traccia del DC-9 Itavia, volo IH870 da Bologna a Palermo, scompare dal radar di Roma. A bordo 81 persone.
Un aereo di linea sparisce dai radar sopra il Tirreno. Quarantasei anni dopo i giudici civili dicono che fu un missile. Chi lo lanciò non è ancora scritto in nessuna sentenza.
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La sera del 27 giugno 1980 il DC-9 della compagnia Itavia, volo IH870, viaggia da Bologna verso Palermo. Alle 20.59 e 45 secondi la sua traccia scompare dal radar di Roma, sopra il Tirreno, tra Ponza e Ustica. All’alba i soccorritori avvistano i primi resti in mare. Sono morte tutte le 81 persone a bordo.
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Posizione indicativa, tra Ponza e Ustica. Fonti. Quotidiano.net, AGI. Mappa semplificata.
Da allora si sono susseguite perizie, processi e sentenze. Sul piano penale nessuno è stato condannato per l’abbattimento. Sul piano civile, invece, nel 2013 la Cassazione ha ritenuto ampiamente motivata la tesi del missile e ha confermato i risarcimenti ai familiari, a carico dei ministeri della Difesa e dei Trasporti.
L’indagine non è chiusa. Il 30 settembre 2026, dopo che la Francia si è detta disponibile a trasmettere i documenti in suo possesso, la procura di Roma ha chiesto di ritirare la propria richiesta di archiviazione.
Quanti aerei militari erano in volo nella zona quella notte, secondo un documento della Nato del 2011?
Cinque di quei ventuno, secondo lo stesso documento, non sono mai stati identificati.
Le tre ipotesi, la cronologia di quarantasei anni e le frasi al vaglio sono nell’approfondimento
Ustica non è un mistero nel senso in cui lo sono le storie di fantasmi. Molto è stato accertato. Quello che manca è la parte più importante, chi abbia abbattuto quell’aereo e perché lo Stato abbia impiegato decenni per ammettere come era andata.
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Posizione indicativa. Fonti. Quotidiano.net, 2 settembre 2023.
Per anni il dibattito si è diviso tra tre spiegazioni. Un cedimento della struttura, una bomba nascosta a bordo, un missile lanciato da un altro aereo. Ognuna ha avuto i suoi periti e i suoi sostenitori. Tocca un’ipotesi per leggere cosa ne hanno detto i giudici.
Tocca un’ipotesi.
Fu la prima ipotesi, nelle ore dopo la caduta. Nella primavera del 1982 una commissione ministeriale la scartò. Anche la Cassazione civile, nel 2013, ha escluso che l’esplosione dipendesse da un difetto del velivolo.
Per i giudici esclusa
Nel 1994 il collegio di periti guidato da Aurelio Misiti sostenne che un ordigno fosse nascosto nella toilette. Ma i magistrati criticarono gli errori di quella perizia, e i giudici civili hanno poi seguito un’altra strada.
Per i giudici civili non provata
Già nel 1989 i periti della commissione Blasi parlavano di missile. Nel 1999 il giudice Rosario Priore ricostruì uno scenario di azione militare nel cielo intorno al DC-9. Nel 2011 un documento della Nato indicò 21 aerei militari in volo quella notte, cinque dei quali sconosciuti. Nel 2013 la Cassazione civile ha ritenuto la tesi del missile «abbondantemente e congruamente motivata».
Per i giudici civili la più probabile
Fonti. AGI, cronologia, 27 giugno 2023, Studio Cataldi, 29 gennaio 2013.
L’inchiesta comincia con il pubblico ministero Giorgio Santacroce. Il relitto viene recuperato solo a partire dall’estate del 1986, con navi e un sottomarino di una società francese. Le perizie si contraddicono, i periti cambiano idea, e nel 1990 il giudice istruttore Vittorio Bucarelli lascia l’incarico.
Il suo successore, Rosario Priore, lavora quasi dieci anni. Quando chiude l’indagine, alla fine del 1997, i fascicoli contano un milione e mezzo di atti. Il 31 agosto 1999 rinvia a giudizio quattro generali dell’Aeronautica militare per attentato agli organi costituzionali, con l’aggravante dell’alto tradimento, e cinque militari per falsa testimonianza. La sua istruttoria descrive uno scenario di azione militare, ma non è una sentenza e non indica chi abbia lanciato il missile.
Scorri di lato o usa le frecce.
Alle 20.59 e 45 secondi la traccia del DC-9 Itavia, volo IH870 da Bologna a Palermo, scompare dal radar di Roma. A bordo 81 persone.
Sui monti della Sila, in Calabria, viene trovato il relitto di un caccia MiG 23 libico.
Una commissione ministeriale scarta il cedimento della struttura. Resta un’esplosione, da fuori o da dentro.
Parte il recupero del relitto dal fondo del mare.
I periti nominati dal giudice sostengono la tesi del missile. Un anno dopo due di loro cambiano idea e parlano di bomba.
Il giudice istruttore Vittorio Bucarelli lascia. Gli subentra Rosario Priore.
Priore ricostruisce uno scenario di azione militare e rinvia a giudizio quattro generali dell’Aeronautica per attentato agli organi costituzionali.
La Cassazione rende definitiva l’assoluzione dei generali. Sul piano penale nessuno risponde dell’abbattimento.
La terza sezione civile della Cassazione ritiene la tesi del missile «abbondantemente e congruamente motivata» e conferma i risarcimenti ai familiari.
Le sezioni unite riconoscono alla compagnia un risarcimento di oltre 265 milioni di euro.
La procura di Roma chiede di ritirare la propria richiesta di archiviazione dopo la disponibilità della Francia a trasmettere documenti. Il giudice si riserva di decidere.
Fonti. AGI, QuiFinanza, 29 settembre 2026, Quotidiano.net.
Il processo penale si chiude senza colpevoli. Nel 2004 la corte d’assise di Roma assolve due generali e dichiara di non doversi procedere per gli altri due. Nel 2005 l’appello li assolve perché il fatto non sussiste, e il 10 gennaio 2007 la Cassazione rende definitiva l’assoluzione.
Il processo civile va in un’altra direzione. Nel 2013 la Cassazione respinge i ricorsi dei ministeri della Difesa e dei Trasporti. L’esplosione non fu dovuta a un difetto dell’aereo, e la tesi del missile è ritenuta ampiamente motivata. Lo Stato è condannato a risarcire i familiari per non aver garantito la sicurezza del volo. Nel 2018 le sezioni unite riconoscono a Itavia, fallita dopo la strage, oltre 265 milioni di euro.
Non è una contraddizione. Il giudice penale deve accertare una responsabilità personale oltre ogni ragionevole dubbio. Quello civile decide su chi ricade la responsabilità di un danno, con un criterio diverso, quello del più probabile che non.
La barra misura quanto la frase si allontana dai fatti. Tocca Perché.
Un aereo militare francese si sarebbe messo sotto il DC-9 e avrebbe lanciato un missile per sbaglio, mirando a quello del presidente libico.
Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, sintesi · in un film inchiesta, 2010
È un’affermazione grave di un ex capo dello Stato, ma non è mai stata provata in un processo. Nessuna sentenza ha indicato di chi fosse il missile. La procura di Roma ha chiesto informazioni a Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania senza arrivare a una conclusione.
Fonti. AGI, QuiFinanza.
Sul caso Ustica è stato opposto il segreto di Stato.
Un’accusa ricorrente ·
Nel 2008 il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza ha dichiarato che sul caso «non è mai stato opposto il segreto di Stato». I depistaggi, invece, sono stati riconosciuti. Nel 2013 la Cassazione ha scritto che Itavia potrebbe essere fallita anche per la «significativa attività di depistaggio».
Fonti. AGI.
La procura di Roma ha riunito due fascicoli contro ignoti, aperti nel 2008 e nel 2022. In seguito aveva chiesto di archiviarli. Il 30 settembre, davanti al giudice Livio Sabatini, il procuratore Francesco Lo Voi ha chiesto di ritirare quella richiesta, dopo la collaborazione annunciata da Parigi. L’avvocato dei familiari, Alessandro Gamberini, ha detto che quei documenti erano già stati trasmessi e che servono nuove rogatorie con domande precise. Il giudice si è riservato di decidere.
Dopo quarantasei anni i giudici civili hanno scritto come è morto quell’aereo, ma nessuno ha scritto chi ne è responsabile. In mezzo ci sono depistaggi riconosciuti, perizie contraddittorie e un’istruttoria durata un decennio.
Per noi un Paese adulto pretende la verità anche dai suoi alleati. Chiediamo che tutti gli archivi italiani sul caso siano consultabili e che il governo sostenga le rogatorie con il peso politico che servono.

Fin qui la storia. Le nostre proposte su trasparenza e informazione, con costi e fonti, sono separate.