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Economia

AI paura? Cosa temono davvero investitori, imprese e lavoratori

31 ottobre 2026 · di Sabino Gazzillo · 3 minuti, o 8 con l’approfondimento

Tra investimenti miliardari, lavori che cambiano e nuovi concorrenti, l’intelligenza artificiale pone a ciascuno una domanda diversa. Che cosa rischio di perdere?

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Negli Stati Uniti c’è un sondaggio che ogni anno chiede agli americani che cosa li spaventa. Nel 2026, per la prima volta, i ricercatori hanno inserito domande specifiche sull’intelligenza artificiale. Il risultato? Il 49,7% degli adulti si dice spaventato o molto spaventato dall’idea che l’AI possa danneggiare l’economia. Una quota ancora più alta, il 51,9%, teme che possa danneggiare il processo politico. Entrambi i timori sono entrati subito tra le dieci paure più diffuse del Paese. Per capire quanto pesi il dato basta guardare meglio la classifica. Circa la metà degli americani teme che una persona cara si ammali gravemente (51,8%) o muoia (50,6%).

Secondo te, quanti americani hanno paura che l’AI danneggi l’economia?

20 %

La paura però non è un rifiuto della tecnologia. Quando l’innovazione promette energia pulita, cure che allungano la vita o robot accanto alle persone in fabbrica, gli americani provano più speranza che timore. Prevale invece davanti al monitoraggio continuo dei dipendenti. Non conta solo cosa saprà fare l’AI, ma chi ci guadagnerà e chi rischierà di perdere qualcosa. Come un virus, la paura contagia categorie diverse con sintomi propri.

Gli investitori temono due cose insieme. Che i ricavi non ripaghino la spesa, perché secondo Gartner per ripagare i data center servirebbero 8.500 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030 e ne arriveranno al massimo 3.600. E che l’ americana, al 3,7% a settembre, tenga alti i tassi prima che i ritorni promessi arrivino.

Chi lavora teme la sostituzione. Ma per l’ILO un lavoratore su quattro al mondo è esposto all’AI generativa, e esposto non vuol dire licenziato. Rischiano di più i compiti d’ufficio ripetitivi, molto meno i lavori manuali, artigianali e di cura. A mio parere più che un’ecatombe ci aspetta una trasformazione, e conterà la velocità con cui le mansioni sapranno adattarsi.

Le imprese sono al bivio. I grandi gruppi possono usare l’AI per allargare i margini. Per le PMI e gli studi professionali la domanda è più vicina. L’AI sarà un alleato per tagliare i costi o un concorrente che rende superato quello che vendono? La partita non si gioca resistendo all’algoritmo, ma imparando a trasformarlo.

Andate oltre.

La classifica completa, il buco dei data center, i lavori più esposti e due giochi sono nell’approfondimento

Scritto daSabino GazzilloEsperto di finanza internazionale e investimenti di OLTRE_Chi è
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