OLTRE_Fai il quiz
Attualità

Lo show di Cateno De Luca

25 ottobre 2026 · di Francesco Oteri · 3 minuti, o 16 con l’approfondimento

Droni con la sua voce, dimissioni in diretta ritirate prima di mezzanotte, il podio dell’Ars occupato, il ciclone filmato in allerta rossa. E intanto alleanze che cambiano a ogni stagione, delfini che se ne vanno e una Sicilia che aspetta. Diciannove anni di episodi, in fila.

Leggi
Cateno De Luca
Cateno De LucaSindaco di Taormina, deputato all’Ars, leader di Sud chiama NordFoto Wikimedia Commons, CC0

Cateno De Luca è stato sindaco di Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina e oggi Taormina, ed è il leader di Sud chiama Nord. Questo pezzo mette in fila i fatti, presi da fonti terze. Ci atteniamo, come sempre, ai soli fatti.

Lo show

Nel 2007 protesta in mutande davanti alla Provincia di Messina. Nel 2020, da sindaco, si piazza davanti agli imbarcaderi dei traghetti in diretta Facebook, «che passino sul mio corpo». Poi annuncia droni che urlano ai passanti con la sua voce di tornare a casa, e la ministra dell’Interno lo denuncia per vilipendio. Nel 2021 annuncia le dimissioni in diretta Facebook e le ritira prima di mezzanotte, dopo tre ore di diretta. La Gazzetta del Sud conta sei dimissioni minacciate in ventisei mesi. Chiama i consiglieri comunali «asini volanti» e dice che altre istituzioni agiscono «con la logica mafiosa». Nel 2026 filma il ciclone Harry in diretta con l’allerta rossa e occupa il podio dell’Ars.

Le alleanze e i delfini

A ottobre 2024 il presidente del suo partito, Ismaele La Vardera, se ne va contestando l’apertura al centrodestra in Regione. A febbraio 2026 De Luca racconta di aver firmato proprio in quell’autunno un’intesa con Schifani. A dicembre 2025 fa un intergruppo all’Ars con la Dc di Cuffaro, un mese dopo l’inchiesta per corruzione. A maggio 2026 sostiene il centrosinistra a Enna e vince da solo a Messina. A ottobre firma con Giorgia Meloni. Due settimane dopo si definisce il vero civico. Oggi chiama La Vardera «il mio figlioccio». Prima di lui se n’era andata la senatrice Musolino.

Castelli e Milazzo

Laura Castelli, torinese, ex viceministra dell’Economia famosa per il «questo lo dice lei» a Padoan in tv, diventa presidente del suo partito e capo di gabinetto della Città metropolitana. Il giorno dopo la fine di quell’incarico De Luca la candida a Milazzo. «Io ci metto la faccia», dice, e «Laura ha già cominciato a studiare». La campagna la fa soprattutto lui. Lei prende il 14,85%, a 44 punti dal sindaco uscente e ben sotto il 21,4% di un sondaggio di aprile. Il candidato di La Vardera, Giuseppe Falliti, prende il 4,07%. Meno di un mese dopo Castelli diventa vicesindaca di Messina.

Avversari a maggio, alleati a ottobre

A maggio Sud chiama Nord corre contro il centrodestra a Messina, Milazzo e Barcellona. A Milazzo De Luca e il sindaco Midili si querelano a vicenda. A ottobre De Luca firma con Fratelli d’Italia, che a Milazzo aveva una lista per Midili, a Messina siede all’opposizione e a Barcellona è il primo partito in consiglio. «Cateno De Luca ha le mani libere, anche noi abbiamo le mani libere dove governano loro», spiega Giovanni Donzelli.

E la Sicilia

Promesse mancate come le baracche di Messina, che dovevano sparire entro il 2018 e a settembre 2026 ospitano ancora 1.479 famiglie. La Regione non l’ha mai governata, ma ha già corso due volte per guidarla. In un’isola dove lavora una persona su due e si perde metà dell’acqua, la priorità che rivendica all’Ars è il ritorno delle province.

Il repertorio dei diciannove episodi, il pendolo delle alleanze, i delfini, Castelli in tv, le tre città, gli avversari diventati alleati e le sue frasi al vaglio sono nell’approfondimento

La nostra posizione

La politica non è spettacolo. È risolvere i problemi.

Diciannove anni di scene, nemici e alleanze a stagione. Intanto a Messina, dove è stato sindaco, 1.479 famiglie vivono ancora nelle baracche. E nella Regione che ha già provato due volte a guidare si perde metà dell’acqua nei tubi e lavora una persona su due. Nessun drone e nessuna diretta ha cambiato uno solo di questi numeri.

A maggio De Luca combatte il centrodestra a Messina, Milazzo e Barcellona, fino alle querele. A ottobre ci firma un’alleanza. Chi lo ha votato contro quel centrodestra se lo ritrova alleato di quel centrodestra, cinque mesi dopo. Una candidata scelta a Messina per governare Milazzo, un intergruppo con il partito di Cuffaro, le province come priorità. Sono fatti, e noi li giudichiamo male.

La Sicilia non ha bisogno di un altro show. Ha bisogno di coerenza. Dire con chi stai prima del voto e restarci dopo, mettere un prezzo a ogni promessa, risolvere un problema alla volta. Il resto è rumore.

Scritto daFrancesco OteriFondatore di OLTRE_Chi è
Cosa proponiamo noi

Chi governa, detto prima. Ogni partito e ogni coalizione dichiara prima del voto il suo candidato e i suoi alleati. Chi vota deve sapere con chi starà il suo voto. Chi governa, detto prima

Promesse con il prezzo. Ogni programma con costi e coperture verificati da un organismo indipendente. Chi promette di cancellare le baracche entro un anno deve dire come e con quali soldi. Promesse con il prezzo

Istituzioni più semplici. Noi andiamo nella direzione opposta alle province. Meno enti, meno doppioni, meno poltrone, con le competenze dove funzionano meglio. Istituzioni più semplici

Politica in chiaro e appalti trasparenti. Un registro pubblico degli incontri e delle donazioni, e appalti aperti e controllabili. Politica in chiaro · Appalti trasparenti

Treni e acqua prima delle poltrone. Treni e aerei per il Sud e le isole · Il Sud come risorsa

Hai votato De Luca o non lo voteresti mai? Spiegaci perché, con i fatti.

Dì la tua nell’Agorà
Fonti

← Tutti i pezzi