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Le radici · 1919–1987

Primo Levi

Chimico e scrittore · 3 minuti di lettura

Chimico torinese, partigiano, deportato ad Auschwitz. Torna e scrive Se questo è un uomo, che all’inizio quasi nessuno vuole. Oggi lo leggono in tutto il mondo.

Primo Levi

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919, in una famiglia ebrea della borghesia. Ama la chimica, perché è una scienza precisa che non racconta bugie. Nel 1938 arrivano le leggi razziali, ma lui era già iscritto all’università e riesce a laurearsi nel 1941, con un diploma su cui c’è scritto “di razza ebraica”.

Auschwitz

Dopo l’8 settembre 1943 si unisce a un piccolo gruppo partigiano in Valle d’Aosta. Il 13 dicembre viene catturato. Dichiara di essere ebreo, e invece di essere fucilato come partigiano viene mandato al campo di Fossoli e, nel febbraio 1944, deportato ad Auschwitz. Sopravvive anche perché è chimico e lo mettono a lavorare in un laboratorio. Viene liberato dall’Armata rossa alla fine di gennaio 1945 e torna a Torino solo a ottobre, dopo un viaggio lunghissimo attraverso l’Europa.

Raccontare

Scrive subito. Se questo è un uomo viene rifiutato da Einaudi e nel 1947 esce con un piccolo editore, De Silva, in poche copie. Solo nel 1958 Einaudi lo ripubblica, e da allora non smette più di essere letto. Racconta il campo senza odio e senza retorica, con la precisione di un chimico che osserva. Nel 1963 scrive La tregua, sul viaggio di ritorno, poi Il sistema periodico, La chiave a stella, I sommersi e i salvati.

Per quasi trent’anni lavora in una fabbrica di vernici a Settimo Torinese, fino a dirigerla. Va nelle scuole a parlare con i ragazzi, risponde alle loro domande, anche a quelle più scomode.

L’ultimo libro

In I sommersi e i salvati, del 1986, riflette su quella zona grigia in cui vittime e carnefici non sono sempre separati da una linea netta, e avverte che quello che è successo può succedere di nuovo. Muore a Torino l’11 aprile 1987, cadendo nella tromba delle scale di casa. Molti pensano a un suicidio, altri ne dubitano.

Da conoscere
  • Se questo è un uomo Il libro su Auschwitz, tradotto in decine di lingue. Da leggere almeno una volta nella vita.
  • Il sistema periodico Ventuno racconti, ognuno con il nome di un elemento chimico. Il libro più luminoso.
  • I sommersi e i salvati Il suo ultimo libro, il più difficile e il più attuale.
Perché per noi

Ricordare è un dovere verso chi viene dopo. È successo, quindi può succedere di nuovo. Primo Levi l’ha scritto per i ragazzi delle scuole, cioè per noi. Leggi il tema Istruzione.

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