Pio La Torre nasce a Palermo il 24 dicembre 1927, ad Altarello, una borgata di campagna alla periferia della città, in una famiglia di contadini. Nel 1945 si iscrive al Partito comunista.
La terra a chi la lavora
Nel dopoguerra la Sicilia è ancora divisa in grandi feudi, e chi lavora la terra non la possiede. La Torre, sindacalista della CGIL, guida le occupazioni dei contadini contro i latifondisti. Viene arrestato e passa circa un anno e mezzo nel carcere dell’Ucciardone. Poi diventa consigliere comunale a Palermo, segretario regionale della CGIL, deputato all’Assemblea regionale e, dal 1973, deputato alla Camera.
Colpire i soldi
Nella Commissione parlamentare antimafia firma con il giudice Cesare Terranova una relazione di minoranza che fa nomi e cognomi dei legami tra mafia e politica. Ma la sua idea più importante è un’altra. La mafia non si batte solo arrestando i boss, bisogna togliergli i soldi.
Nel 1980 presenta alla Camera la proposta di legge 1581. Due cose, semplici e rivoluzionarie. Rendere reato l’associazione di tipo mafioso in quanto tale, e permettere di sequestrare e confiscare i beni di chi ne fa parte.
Comiso
Nel 1981 torna in Sicilia come segretario regionale del partito. Si batte contro i missili nucleari americani che la NATO vuole installare a Comiso e raccoglie un milione di firme. Il 30 aprile 1982, a Palermo, mentre è in auto, viene ucciso insieme al compagno che guida, Rosario Di Salvo. Ha 54 anni.
Pochi mesi dopo, il 3 settembre, la mafia uccide anche il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa. Dieci giorni più tardi, il 13 settembre 1982, il Parlamento approva in fretta la legge Rognoni-La Torre, la 646. Nasce l’articolo 416-bis del codice penale e nasce la confisca dei beni mafiosi. Su quella legge si reggono ancora oggi l’antimafia italiana e le migliaia di beni restituiti alla collettività.
- La legge Rognoni-La Torre La legge 646 del 1982 e l’articolo 416-bis del codice penale, studiati e copiati anche all’estero.
- Il Centro Pio La Torre A Palermo, si occupa di formazione antimafia nelle scuole.
Colpire i patrimoni è il modo più efficace per colpire le mafie. Pio La Torre lo aveva capito prima di tutti, e la sua legge ha cambiato la lotta alla mafia. Leggi il tema Mafie, corruzione e verità.
