Giuseppe Puglisi, per tutti don Pino o padre Pino, nasce a Palermo, nel quartiere di Brancaccio, il 15 settembre 1937, in una famiglia modesta. Diventa prete nel 1960, a 23 anni. Insegna religione nelle scuole, segue gli studenti universitari cattolici e per otto anni, dal 1970 al 1978, è parroco di Godrano, un piccolo paese dell’entroterra diviso da una faida tra famiglie. Riesce a riportarci la pace.
Brancaccio
Nel 1990 torna nel suo quartiere come parroco. Brancaccio è controllato dalla famiglia mafiosa dei fratelli Graviano. Mancano la scuola media, i servizi, i luoghi per i ragazzi. I bambini crescono per strada, e la strada li porta alla mafia.
Padre Puglisi non fa comizi. Fa cose. Nel 1993 apre il centro Padre Nostro, dove i ragazzi possono giocare, studiare e stare lontani dai boss. Con un comitato di cittadini chiede al comune una scuola media, un distretto sanitario, i servizi che mancano. Dall’altare dice che chi uccide non può dirsi cristiano. Ai mafiosi questo non va giù, perché si sta prendendo i loro ragazzi.
“Me lo aspettavo”
Arrivano le intimidazioni, le minacce, gli incendi alle porte dei suoi collaboratori. Lui va avanti. La sera del 15 settembre 1993, il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, viene ucciso con un colpo alla nuca sotto casa. Il killer, Salvatore Grigoli, confesserà anni dopo che padre Pino, capito cosa stava per succedere, gli ha sorriso e ha detto “me lo aspettavo”.
Per l’omicidio sono stati condannati all’ergastolo i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, come mandanti. Il 25 maggio 2013 la Chiesa lo ha proclamato beato, il primo martire ucciso dalla mafia. Il centro Padre Nostro esiste ancora.
- Alla luce del sole Il film di Roberto Faenza del 2005, con Luca Zingaretti.
- Il centro Padre Nostro A Brancaccio, porta avanti le attività per i ragazzi del quartiere.
Contro la mafia si vince togliendole i ragazzi. Padre Puglisi lo ha fatto con un campo di calcio, un doposcuola e un sorriso. Leggi il tema Mafie, corruzione e verità.
