Ilaria Alpi nasce a Roma il 24 maggio 1961. Studia l’arabo e la cultura islamica alla Sapienza e parla anche francese e inglese. Comincia a lavorare come giornalista al Cairo, scrivendo per Paese Sera e L’Unità, poi vince una borsa di studio alla Rai ed entra al Tg3.
La Somalia
Nel dicembre 1992 va in Somalia per seguire la missione internazionale Restore Hope. Ci torna più volte. Il Paese è distrutto dalla guerra civile, e lei non si ferma ai comunicati ufficiali. Comincia a indagare su un traffico di armi e di rifiuti tossici che arrivano dall’Italia e dall’Europa e finiscono nelle coste somale, con il possibile coinvolgimento di pezzi di istituzioni.
Il 20 marzo 1994
Ilaria è appena tornata a Mogadiscio da Bosaso, nel nord del Paese, dove ha fatto un’intervista che considera importante. Con lei c’è l’operatore triestino Miran Hrovatin. La loro auto viene bloccata da un commando di sette uomini, che spara. Muoiono tutti e due. Lei ha 32 anni.
Una verità che non arriva
Nel 2000 un cittadino somalo, Hashi Omar Hassan, viene condannato a 26 anni per il duplice omicidio. Nel 2016, dopo quasi diciassette anni di carcere, la Corte d’appello di Perugia lo assolve, perché il testimone che lo accusava aveva mentito. Lo Stato gli riconosce un risarcimento di oltre tre milioni di euro.
Più di trent’anni dopo, chi ha ordinato l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin non ha un nome. La madre Luciana ha cercato la verità fino alla morte, nel 2018.
- Il Premio Ilaria Alpi Il premio dedicato al giornalismo d’inchiesta televisivo.
- Ilaria Alpi, il più crudele dei giorni Il film di Ferdinando Vicentini Orgnani del 2003.
Senza giornalisti liberi di cercare, certe verità restano sepolte. Ilaria Alpi stava cercando, e qualcuno ha deciso che doveva smettere. Leggi il tema Democrazia e informazione.
