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Le radici · 1873–1957

Gaetano Salvemini

Storico · 3 minuti di lettura

Lo storico che nel terremoto di Messina perde tutta la famiglia. Si rialza, denuncia i brogli elettorali del Sud e fonda il primo giornale clandestino contro il fascismo.

Gaetano Salvemini

Gaetano Salvemini nasce a Molfetta, in Puglia, l’8 settembre 1873, in una famiglia modesta. Studia storia a Firenze e diventa professore universitario.

Il 28 dicembre 1908 un terremoto distrugge Messina, dove insegna. In pochi secondi perde la moglie, i cinque figli e la sorella. Lui si salva per caso. Molti, al suo posto, si sarebbero fermati. Lui no.

Il ministro della malavita

Si occupa del Sud, della povertà, della scuola, del voto. Nel 1910 pubblica Il ministro della malavita, un atto d’accusa contro Giovanni Giolitti e il sistema con cui al Sud si vincevano le elezioni, tra brogli, mazzieri e prefetti al servizio del governo. Nel 1911 fonda il settimanale L’Unità. Nel 1919 è eletto deputato.

Non mollare

Con il fascismo non ha dubbi. Nel 1925 a Firenze, con i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi, fa uscire Non mollare, il primo giornale clandestino antifascista. A giugno viene arrestato, ad agosto lascia l’Italia, e a ottobre si dimette dalla cattedra con una lettera in cui dice che non può insegnare in un Paese dove non c’è libertà.

In esilio scrive libri sul fascismo e dal 1934 insegna storia della civiltà italiana all’Università di Harvard. Torna in Italia solo nel 1949, e riprende a insegnare a Firenze. Muore a Sorrento il 6 settembre 1957.

Da conoscere
  • Il ministro della malavita Il suo pamphlet del 1910 sul voto comprato al Sud.
  • Memorie di un fuoruscito I suoi ricordi dell’esilio.
Perché per noi

Dire la verità costa. Tacere costa di più, a tutti. Salvemini l’ha detta anche quando gli era costato tutto. Leggi il tema Democrazia e informazione.

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