Enrico Berlinguer nasce a Sassari il 25 maggio 1922, in una famiglia della borghesia sarda. Si iscrive al Partito comunista nel 1943 e fa carriera nell’organizzazione giovanile. Nel 1972 diventa segretario nazionale.
Lontano da Mosca
Berlinguer porta il Pci, il più grande partito comunista d’Occidente, sempre più lontano dall’Unione Sovietica. Parla di eurocomunismo, dice che si sente più sicuro sotto l’ombrello della NATO, e nel 1981, dopo il colpo di Stato in Polonia, afferma che la spinta della rivoluzione d’ottobre si è esaurita.
Dopo il golpe in Cile del 1973 propone il compromesso storico, un accordo tra comunisti, socialisti e cattolici per difendere la democrazia. Nel 1976 il Pci arriva al 34,4%, il suo massimo storico.
La questione morale
Nel luglio 1981, in un’intervista a Eugenio Scalfari per Repubblica, pone la questione morale. I partiti, dice, hanno occupato lo Stato, gli enti pubblici, le banche, la Rai, e sono diventati macchine di potere e di clientele. È un’analisi che, dieci anni dopo, Tangentopoli confermerà.
Padova
Il 7 giugno 1984, durante un comizio a Padova per le elezioni europee, viene colpito da un ictus. Continua a parlare finché può. Muore l’11 giugno. Ai funerali, a Roma, vanno più di un milione di persone. Anche avversari politici come Giorgio Almirante vanno a rendergli omaggio.
- L’intervista sulla questione morale Uscita su Repubblica il 28 luglio 1981.
- Berlinguer, la grande ambizione Il film di Andrea Segre del 2024, con Elio Germano.
La politica deve smettere di occupare lo Stato. Berlinguer l’ha detto quarant’anni fa, e vale per tutti i partiti, compreso il suo. Leggi il tema Mafie, corruzione e verità.
