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Le radici · 1920–1982

Carlo Alberto dalla Chiesa

Generale dei Carabinieri, prefetto di Palermo · 3 minuti di lettura

Il generale che ha sconfitto le Brigate Rosse. Lo mandano a Palermo come prefetto, senza i poteri che gli avevano promesso. Dura cento giorni.

Carlo Alberto dalla Chiesa

Carlo Alberto dalla Chiesa nasce a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 27 settembre 1920, figlio di un generale dei carabinieri. Entra nell’Arma durante la guerra e dopo l’8 settembre partecipa alla Resistenza. Nel dopoguerra combatte il banditismo in Campania e in Sicilia, e da giovane ufficiale a Corleone indaga sulla scomparsa del sindacalista Placido Rizzotto.

Contro il terrorismo

Torna in Sicilia alla fine degli anni Sessanta, al comando della legione di Palermo. Negli anni Settanta crea e guida il nucleo speciale antiterrorismo, e nel 1978, dopo il rapimento di Aldo Moro, riceve poteri speciali per coordinare la lotta alle Brigate Rosse. Il suo metodo, infiltrazioni, indagini pazienti e il lavoro con chi decide di collaborare, porta a centinaia di arresti e smonta le organizzazioni armate.

Cento giorni a Palermo

Nel 1981 è vicecomandante generale dell’Arma. Nell’aprile 1982 il governo lo nomina prefetto di Palermo, per fare contro la mafia quello che ha fatto contro il terrorismo. Si insedia il 30 aprile, il giorno in cui viene ucciso Pio La Torre. I poteri speciali promessi, però, non arrivano.

Gira le scuole e le fabbriche, parla con la gente, dice ai giornalisti quello che vede. Ad agosto, in un’intervista a Giorgio Bocca per Repubblica, denuncia di essere stato lasciato solo e che gli impegni presi con lui non sono mai stati messi per iscritto.

La sera del 3 settembre 1982, in via Carini, un commando affianca la sua auto e spara con i kalashnikov. Muoiono lui e la moglie, Emanuela Setti Carraro, sposata da poche settimane. L’agente di scorta Domenico Russo muore pochi giorni dopo in ospedale. Il giorno dopo qualcuno appende un cartello sul luogo della strage. “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”.

Dopo

Dieci giorni più tardi il Parlamento approva la legge Rognoni-La Torre. Per la strage sono stati condannati all’ergastolo i capi della Cupola, tra cui Riina, Provenzano e Michele Greco, e i killer. I figli Nando, Rita e Simona hanno passato la vita a tenere viva la sua memoria.

Da conoscere
  • Cento giorni a Palermo Il film di Giuseppe Ferrara del 1984, con Lino Ventura.
  • L’intervista a Giorgio Bocca Uscita su Repubblica il 10 agosto 1982. Il suo testamento pubblico.
Perché per noi

Lo Stato non può mandare le sue persone migliori a combattere da sole. Dalla Chiesa lo ha detto ad alta voce, ed è stato ucciso pochi giorni dopo. Leggi il tema Mafie, corruzione e verità.

Prossima storiaNilde Iotti

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