Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. Giovanissimo entra nel Partito comunista clandestino, e nel 1927, a vent’anni, viene arrestato dal regime. Passa dieci anni in carcere e altri sei al confino, prima a Ponza e poi a Ventotene. In prigione legge, studia e cambia idea. Rompe con il comunismo di Stalin e arriva a una conclusione diversa.
Ventotene, 1941
Le guerre europee, pensa, nascono dagli Stati nazionali chiusi e armati uno contro l’altro. Finché ogni Stato resterà sovrano su tutto, l’Europa tornerà a fare la guerra. Serve una federazione europea, con istituzioni comuni elette dai cittadini.
Nel 1941, a Ventotene, scrive con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni il manifesto Per un’Europa libera e unita, che tutti conoscono come Manifesto di Ventotene. Il testo esce dall’isola di nascosto, grazie anche a Ursula Hirschmann, che diventerà sua moglie. Nell’agosto 1943, appena liberato, fonda a Milano il Movimento federalista europeo.
Dentro le istituzioni
Nel dopoguerra continua la sua battaglia, spesso controcorrente. Dal 1970 al 1976 è commissario europeo, e nel 1979 è eletto al primo Parlamento europeo scelto dai cittadini. Nel 1980 riunisce un gruppo di deputati di partiti diversi in un ristorante di Strasburgo, Au Crocodile, e da lì nasce il Club del Coccodrillo.
Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo approva a grande maggioranza il suo progetto di trattato per l’Unione europea. I governi non lo adottano così com’è, ma molte di quelle idee entreranno nei trattati successivi. Muore a Roma il 23 maggio 1986. Oggi il palazzo principale del Parlamento europeo a Bruxelles porta il suo nome.
- Il Manifesto di Ventotene Poche pagine, scritte su un’isola di confino nel 1941. Si trova gratis online.
- Ventotene L’isola si visita, e Spinelli è sepolto lì.
Un’Europa federale, che decide con una voce sola. Spinelli ci ha creduto in carcere, e ci ha creduto anche quando non ci credeva quasi nessuno. Leggi il tema Europa e mondo.
