Alcide De Gasperi nasce a Pieve Tesino, in Trentino, il 3 aprile 1881, quando il Trentino fa ancora parte dell’Austria-Ungheria. Studia a Vienna e nel 1911 viene eletto al Parlamento austriaco, dove difende i diritti degli italiani della sua terra.
Il carcere e la biblioteca
Dopo la guerra il Trentino diventa italiano e lui entra nel Partito popolare di don Luigi Sturzo, di cui diventa segretario. Il fascismo lo considera un nemico. Nel 1927 viene arrestato mentre cerca di espatriare e condannato. Uscito dal carcere, trova lavoro come impiegato alla Biblioteca Vaticana, e lì passa gli anni del regime, studiando e preparando il futuro.
La ricostruzione
Durante la guerra fonda la Democrazia cristiana. Dal dicembre 1945 al 1953 è presidente del Consiglio, alla guida di otto governi. È lui a guidare l’Italia nel passaggio dalla monarchia alla Repubblica, nella ricostruzione, nella riforma agraria, nella Cassa per il Mezzogiorno.
Nel 1946 va alla conferenza di pace di Parigi a rappresentare un Paese sconfitto, e comincia il discorso dicendo che tutto, in quella sala, è contro l’Italia tranne la cortesia personale dei presenti. Riesce comunque a difendere gli interessi del Paese.
L’Europa
Con il francese Robert Schuman e il tedesco Konrad Adenauer, anche loro cattolici e cresciuti in terre di confine, porta l’Italia nella Comunità europea del carbone e dell’acciaio, il primo passo dell’Unione. Sostiene anche il progetto di un esercito europeo comune, che però fallisce. Nel 1954 diventa presidente dell’assemblea della Comunità. Muore pochi mesi dopo, il 19 agosto 1954, in Valsugana.
- Il discorso di Parigi Il discorso del 10 agosto 1946 alla conferenza di pace, si trova facilmente.
- Il Museo Casa De Gasperi A Pieve Tesino, nella sua casa natale.
L’Europa si costruisce con pazienza e con i fatti. De Gasperi l’ha costruita partendo da un Paese sconfitto. Leggi il tema Europa e mondo.
