Ugo La Malfa nasce a Palermo il 16 maggio 1903. Studia a Venezia, dove si laurea, e poi lavora a Milano all’ufficio studi della Banca commerciale italiana, uno dei centri dove si formano molti economisti antifascisti.
Il Partito d’Azione
Nel 1942 è tra i fondatori del Partito d’Azione, che riunisce i liberalsocialisti e gli eredi di Giustizia e Libertà. Durante la Resistenza rappresenta il partito nel Comitato di liberazione nazionale. Dopo la guerra entra nel Partito repubblicano, che guiderà per decenni.
Aprire l’Italia
Nel 1951, da ministro del Commercio estero, toglie gran parte dei dazi e dei limiti alle importazioni. Molti temono il disastro. Invece l’industria italiana, costretta a confrontarsi con il mondo, cresce e prepara il miracolo economico. Nel 1962, da ministro del Bilancio, scrive la Nota aggiuntiva, in cui chiede di programmare la spesa pubblica e di ridurre i divari tra Nord e Sud.
Negli anni Settanta è la voce che avverte sui conti pubblici, sull’inflazione, sul debito. Spesso inascoltato, spesso impopolare.
L’ultimo incarico
Nel febbraio 1979 il presidente Pertini gli affida l’incarico di formare un governo. Sarebbe il primo presidente del Consiglio non democristiano dai tempi di Ferruccio Parri. Non ci riesce. Muore a Roma il 26 marzo 1979, poche settimane dopo.
- La Nota aggiuntiva del 1962 Il documento in cui propone di programmare l’economia, ancora citato.
Tenere in ordine i conti pubblici è una questione di giustizia, non di ragioneria. La Malfa lo diceva quando nessuno voleva sentirlo. Leggi il tema Fisco e conti pubblici.
