Sandro Pertini nasce a Stella, in Liguria, il 25 settembre 1896. Combatte nella Prima guerra mondiale e viene decorato. Dopo la guerra si iscrive al Partito socialista. Quando arriva il fascismo non si piega, e lo pagherà carissimo.
Carcere e confino
Nel 1926 aiuta Filippo Turati a fuggire in Francia, e ci va anche lui. Nel 1929 rientra in Italia sotto falso nome, viene scoperto e arrestato. Passa i successivi quattordici anni tra carceri e confino, malato, senza mai chiedere la grazia. Quando la madre la chiede per lui, la rifiuta.
La Resistenza
Liberato nel 1943, dopo l’8 settembre combatte a Roma, viene arrestato dai nazisti e condannato a morte. Nel gennaio 1944 riesce a evadere dal carcere di Regina Coeli insieme a Giuseppe Saragat. Va al Nord ed è tra i capi della Resistenza che il 25 aprile 1945 guidano l’insurrezione di Milano.
Il presidente
Dopo la guerra è deputato e senatore, e dal 1968 al 1976 presidente della Camera. Nel 1978, dopo l’omicidio di Moro, viene eletto presidente della Repubblica con un numero di voti mai visto. Ha 81 anni.
Porta il Quirinale vicino alla gente. Parla chiaro, si commuove, si arrabbia. Nel 1980 denuncia in tv i ritardi dei soccorsi dopo il terremoto dell’Irpinia. Nel 1981 resta per ore accanto al pozzo di Vermicino. Nel 1982 esulta in tribuna a Madrid per l’Italia campione del mondo, e torna in aereo giocando a carte con i giocatori. Muore a Roma il 24 febbraio 1990.
- Il discorso sull’Irpinia Il messaggio televisivo del 26 novembre 1980 sul terremoto.
- Le foto di Madrid Pertini in tribuna al Bernabéu, l’11 luglio 1982.
Le istituzioni devono parlare chiaro e stare dalla parte dei cittadini. Pertini lo ha fatto, e gli italiani se ne sono accorti. Leggi il tema Istituzioni e diritti civili.
