Rita Levi-Montalcini nasce a Torino il 22 aprile 1909, in una famiglia ebrea. Il padre pensa che le donne non debbano fare carriera. Lei insiste, e nel 1936 si laurea in medicina con il massimo dei voti.
Il laboratorio in camera
Nel 1938 le leggi razziali cacciano gli ebrei dalle università. Rita non si ferma. Allestisce un piccolo laboratorio nella sua camera da letto e continua a studiare come si sviluppano i nervi negli embrioni di pollo. Durante la guerra la famiglia si nasconde a Firenze, e lei fa il medico volontario tra i profughi.
Il Nobel
Nel 1947 va negli Stati Uniti, alla Washington University di St. Louis, per pochi mesi. Ci resta trent’anni. Lì scopre una proteina che fa crescere le cellule nervose, il fattore di crescita nervoso. È una scoperta che cambia la biologia e la medicina. Nel 1986 vince il premio Nobel per la medicina insieme a Stanley Cohen.
Torna in Italia, dirige istituti di ricerca e si batte per i giovani scienziati e per l’istruzione delle ragazze africane, con una fondazione che porta il suo nome.
Senatrice a vita
Nel 2001 diventa senatrice a vita. Continua a lavorare ogni giorno quasi fino alla fine. Dice che il corpo può invecchiare, ma il cervello no, se lo usi. Muore a Roma il 30 dicembre 2012, a 103 anni.
- Elogio dell’imperfezione La sua autobiografia, scritta con ironia e senza retorica.
- La Fondazione Rita Levi-Montalcini Sostiene l’istruzione delle ragazze in Africa.
La ricerca ha bisogno di libertà, e di un Paese che ci creda. Rita Levi-Montalcini ha dovuto andarsene per farla, e ha passato la vita a far restare gli altri. Leggi il tema Giovani e fuga dei talenti.
