Pietro Mennea nasce a Barletta il 28 giugno 1952, in una famiglia modesta. Da ragazzo sfida gli amici correndo contro le automobili, per scommessa. Non ha un fisico da velocista, è magro e non altissimo. Ha però una volontà e una capacità di allenarsi fuori dal comune.
La freccia del Sud
Con il suo allenatore Carlo Vittori si allena per ore ogni giorno, sei giorni a settimana, per anni. Il 12 settembre 1979, alle Universiadi di Città del Messico, corre i 200 metri in 19 secondi e 72. È il record del mondo, e resterà tale per diciassette anni, fino al 1996. Come record europeo resisterà fino al 2018.
Nel 1980, alle Olimpiadi di Mosca, vince l’oro nei 200 metri, rimontando nel rettilineo finale. Partecipa a cinque Olimpiadi, record per un velocista.
Dopo la pista
Lontano dalla pista prende quattro lauree, in scienze politiche, giurisprudenza, scienze motorie e lettere, e fa l’avvocato e il commercialista. Dal 1999 al 2004 è deputato al Parlamento europeo. Denuncia per anni il doping, anche quando nel suo mondo nessuno vuole sentirne parlare, e scrive libri su questo.
Muore a Roma il 21 marzo 2013, a 60 anni.
- Pietro Mennea, la freccia del Sud La miniserie di Rai 1 del 2015.
Il talento conta se lo alleni ogni giorno, e se vinci pulito. Mennea lo ha dimostrato in pista, e poi lo ha difeso fuori. Leggi il tema Sport.
