Luigi Einaudi nasce a Carrù, in provincia di Cuneo, il 24 marzo 1874. Il padre muore presto e la famiglia si trasferisce a Dogliani. Studia economia a Torino e diventa professore, giornalista del Corriere della Sera, uno degli economisti più rispettati d’Europa.
Liberale, non fascista
È un liberale. Crede nel mercato, nella concorrenza, nei conti pubblici in ordine, ma anche in uno Stato che garantisce a tutti le stesse possibilità di partenza. Nel 1919 diventa senatore. Nel 1925 firma il manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce. Nel 1943, dopo l’8 settembre, deve rifugiarsi in Svizzera.
La lira salvata
Dopo la guerra l’Italia è distrutta e i prezzi salgono senza controllo. Nel 1945 Einaudi diventa governatore della Banca d’Italia e nel 1947 ministro del Bilancio. Con una stretta sul credito ferma l’inflazione e salva i risparmi degli italiani. Non è popolare, ma funziona, e prepara la ripresa degli anni Cinquanta.
Al Quirinale
Nel 1948 viene eletto presidente della Repubblica, il primo eletto secondo la nuova Costituzione. Interpreta il ruolo con sobrietà e rigore, studia ogni legge prima di firmarla e non ha paura di rimandarla indietro. Dopo il mandato scrive le Prediche inutili, brevi saggi sulla politica e sull’economia. Il primo si intitola Conoscere per deliberare. Muore a Roma il 30 ottobre 1961.
- Prediche inutili Saggi brevi e chiarissimi, scritti tra il 1956 e il 1959.
- La Fondazione Luigi Einaudi A Torino, custodisce la sua biblioteca e i suoi archivi.
Prima si conoscono i numeri, poi si decide. È la regola del nostro conto, e l’abbiamo presa da lui. Il conto.
