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Le radici · 1914–2000

Gino Bartali

Ciclista · 3 minuti di lettura

Tre Giri d’Italia e due Tour de France. E mesi di pedalate con documenti falsi nascosti nella bicicletta, per salvare ebrei perseguitati. Non ne parla quasi mai.

Gino Bartali

Gino Bartali nasce a Ponte a Ema, alle porte di Firenze, il 18 luglio 1914, in una famiglia di contadini. Lavora da ragazzo in un’officina di biciclette e comincia a correre. Diventa uno dei ciclisti più forti della storia. Vince il Giro d’Italia nel 1936, nel 1937 e nel 1946, e il Tour de France nel 1938 e nel 1948, a dieci anni di distanza. Per tutti è Ginettaccio, burbero e credente, il grande rivale di Fausto Coppi.

Gli allenamenti che non erano allenamenti

Nel settembre 1943 i tedeschi occupano l’Italia e comincia la caccia agli ebrei. A Firenze nasce una rete di salvataggio guidata dal rabbino Nathan Cassuto e dall’arcivescovo, il cardinale Elia Dalla Costa. Bartali ne fa parte. Esce in bicicletta come se andasse ad allenarsi, e nel telaio nasconde documenti falsi da portare a chi deve fuggire. Un controllo andato male poteva costargli la vita. Secondo Yad Vashem quella rete ha salvato centinaia di persone.

Il Tour del 1948

Il 14 luglio 1948 a Roma Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista, viene ferito a colpi di pistola davanti a Montecitorio. Il Paese è sull’orlo dello scontro. In quei giorni Bartali, a 34 anni, domina le tappe alpine e vince il Tour. Quanto quella vittoria abbia davvero calmato le piazze è difficile dirlo. Di sicuro, per qualche giorno, l’Italia parlò d’altro.

Il silenzio

Finché è vivo ne parla pochissimo. Muore il 5 maggio 2000. Nel 2013 Yad Vashem, il memoriale della Shoah di Gerusalemme, lo riconosce Giusto tra le nazioni, e nel 2018 Israele gli dà la cittadinanza onoraria. Gli si attribuisce una frase che riassume tutto. Il bene si fa, ma non si dice.

Da conoscere
  • Bartali, la bici e i documenti nascosti Il nostro pezzo nella rubrica Oltre sport.
  • Il Museo del Ciclismo Gino Bartali A Ponte a Ema, vicino alla sua casa natale.
Perché per noi

Il bene si fa, non si racconta. Bartali ha vinto tutto, e la cosa più grande che ha fatto l’ha tenuta per sé. Leggi il tema Sport.

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