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Le radici · 1857–1932

Filippo Turati

Padre del socialismo riformista · 3 minuti di lettura

L’avvocato milanese che fonda il socialismo delle riforme. Crede nelle leggi più che nelle barricate. Il fascismo lo costringe a fuggire in motoscafo.

Filippo Turati

Filippo Turati nasce a Canzo, vicino a Como, il 26 novembre 1857, in una famiglia borghese. Studia legge e diventa avvocato a Milano. Lì incontra Anna Kuliscioff, che sarà la compagna della sua vita e della sua politica.

Le riforme, una alla volta

Nel 1891 fonda con lei la rivista Critica Sociale, e nel 1892 è tra chi fa nascere il Partito socialista. La sua idea è chiara. I lavoratori migliorano la loro vita con il voto, i sindacati, le cooperative e le leggi, non con la rivoluzione. Per questo lo chiamano riformista.

Nel 1898, dopo le cannonate di Bava Beccaris sulla folla a Milano, viene arrestato e condannato a dodici anni. Esce l’anno dopo, con un’amnistia. In Parlamento si batte per le leggi sul lavoro delle donne e dei bambini, per le pensioni, per il suffragio universale maschile, che arriva nel 1912.

Contro il fascismo

Nel 1922 il Partito socialista espelle i riformisti, e Turati fonda con Giacomo Matteotti il Partito socialista unitario. Dopo l’omicidio di Matteotti guida l’opposizione dell’Aventino.

Nel 1926 il regime scioglie i partiti. A quasi settant’anni Turati deve fuggire. Carlo Rosselli, Ferruccio Parri e Sandro Pertini lo portano di notte in motoscafo da Savona alla Corsica. Vive a Parigi, in esilio, fino alla morte, il 29 marzo 1932. Le sue ceneri tornano a Milano solo dopo la guerra.

Da conoscere
  • Critica Sociale La rivista che ha fondato con Anna Kuliscioff nel 1891, e che esiste ancora.
  • La fuga di Turati La storia della fuga del 1926 è raccontata da Sandro Pertini e da molti libri sull’antifascismo.
Perché per noi

Le cose si cambiano con le riforme, una legge alla volta. Turati ci ha creduto anche quando sembrava più facile gridare. Leggi il tema Economia e lavoro.

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