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Le radici · 1855–1925

Anna Kuliscioff

Medica, socialista e femminista · 3 minuti di lettura

Rivoluzionaria in Russia, studentessa esule in Svizzera, medica dei poveri a Milano. Con Turati fonda il socialismo riformista, e su una cosa non gli dà ragione, il voto alle donne.

Anna Kuliscioff

Anna Kuliscioff nasce in Crimea, allora parte dell’Impero russo, intorno al 1855, in una famiglia di commercianti ebrei. In Russia le donne non possono iscriversi all’università, così va a studiare in Svizzera, a Zurigo. È lì che incontra la politica, prima tra gli anarchici, convinta che contro lo zar serva la violenza.

Espulsa e inseguita dalla polizia di mezza Europa, arriva in Italia. Si lega ad Andrea Costa, il primo deputato socialista, e con lui ha una figlia, Andreina, che crescerà quasi da sola.

La dottora dei poveri

Decide di fare la medica. L’unica università italiana che la accetta è quella di Napoli, dove si laurea ed è tra le primissime donne medico del Paese. Studia la febbre che dopo il parto uccide tante madri. A Milano apre un ambulatorio per chi non può pagare, nei quartieri operai, e la gente comincia a chiamarla la dottora dei poveri.

Turati e la Critica Sociale

A Milano incontra Filippo Turati. Resteranno insieme per quarant’anni, nella vita e nella politica. Nel 1891 fondano la rivista Critica Sociale e l’anno dopo sono tra chi dà vita al Partito socialista. La loro idea è il socialismo delle riforme, una legge alla volta, invece della rivoluzione.

Per lei socialismo e libertà delle donne sono la stessa battaglia. Nel 1890 scrive Il monopolio dell’uomo, in cui spiega che senza un salario giusto una donna non sarà mai davvero libera. Nel 1902 la legge Carcano mette i primi limiti al lavoro delle donne e dei bambini e introduce un congedo per le madri dopo il parto, e lei è tra chi la spinge di più.

Contro il suo stesso partito

Si batte per il voto alle donne anche contro il parere del partito e dello stesso Turati, che temeva di indebolire la battaglia per il voto a tutti gli uomini. Su questo non cede. In Italia le donne voteranno solo nel 1946, vent’anni dopo la sua morte.

Muore a Milano nel dicembre 1925, mentre il fascismo si prende il Paese un anno e mezzo dopo l’omicidio di Matteotti. Durante il funerale squadre fasciste assaltano il corteo.

Da conoscere
  • Il monopolio dell’uomo La sua conferenza del 1890 sulla condizione delle donne, ancora sorprendentemente attuale.
  • Critica Sociale La rivista che ha fondato con Turati nel 1891, e che esiste ancora oggi.
Perché per noi

I diritti delle donne non sono un capitolo a parte, sono la misura di una democrazia. Anna Kuliscioff lo diceva quando nemmeno il suo partito voleva sentirlo. Leggi il tema Famiglia e casa.

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