Aldo Moro nasce a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916. Si laurea in giurisprudenza a Bari e diventa professore di diritto penale. È cattolico, vicino alla FUCI, l’associazione degli universitari cattolici.
Alla Costituente e al governo
Nel 1946 è eletto all’Assemblea costituente, a meno di trent’anni, e lavora agli articoli sui diritti della persona. Nella Democrazia cristiana diventa segretario e poi presidente del Consiglio, la prima volta nel 1963, con il primo governo di centrosinistra con i socialisti. Guida cinque governi in tutto ed è anche ministro degli Esteri.
Parla in modo difficile, con frasi lunghe e prudenti, ma ha un’idea chiara. La democrazia italiana deve allargarsi, includere chi ne è rimasto fuori, a cominciare dai milioni di elettori comunisti.
I 55 giorni
Il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, un commando delle Brigate Rosse blocca la sua auto mentre sta andando in Parlamento, dove quel giorno nasce un governo con l’appoggio esterno del Partito comunista. Uccidono i cinque uomini della scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, e lo portano via.
Per 55 giorni lo tengono prigioniero. Lui scrive lettere alla famiglia e ai politici, chiedendo di trattare. Lo Stato sceglie la linea della fermezza. Il 9 maggio 1978 il suo corpo viene ritrovato in una Renault 4 rossa in via Caetani, a metà strada tra la sede della Dc e quella del Pci.
Su quei 55 giorni hanno indagato processi e commissioni parlamentari, e alcune domande restano ancora aperte.
- Esterno notte La serie di Marco Bellocchio del 2022, con Fabrizio Gifuni.
- Via Caetani Una lapide ricorda il punto in cui fu ritrovato.
Il dialogo tra chi la pensa diversamente rende forte una democrazia. Moro lo ha cercato, ed è stato ucciso proprio per questo. Leggi il tema Istituzioni e diritti civili.
