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Le radici · 1901–1960

Adriano Olivetti

Imprenditore · 3 minuti di lettura

L’imprenditore che costruisce a Ivrea una fabbrica diversa, con salari più alti, asili e biblioteche. E che porta l’Italia nell’elettronica prima di quasi tutti.

Adriano Olivetti

Adriano Olivetti nasce a Ivrea l’11 aprile 1901. Il padre Camillo ha fondato nel 1908 la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Adriano si laurea in ingegneria a Torino e nel 1924 entra in azienda, cominciando come operaio. L’anno dopo va negli Stati Uniti a vedere come lavorano le grandi fabbriche americane e torna con un’idea fissa, modernizzare tutto.

Una fabbrica per le persone

Alla fine del 1932 diventa direttore generale. Fa crescere l’azienda in modo enorme, da meno di mille dipendenti a oltre undicimila in Italia a metà degli anni Cinquanta. Ma il modo conta quanto i numeri. Paga stipendi più alti della media, costruisce asili, case, servizi sanitari e una biblioteca per i dipendenti. Chiama a Ivrea architetti, designer, scrittori e sociologi, perché la fabbrica sia anche un luogo bello e di cultura.

Inaugurando la fabbrica di Pozzuoli, nel Sud, si chiede se un’impresa possa avere dei fini, o se tutto si misuri solo con il profitto. La sua risposta è la sua vita intera.

Esule, deputato, visionario

Durante la guerra è antifascista e nel 1944 deve rifugiarsi in Svizzera. Dopo la guerra fonda il Movimento Comunità, che propone uno Stato costruito dal basso, a partire dalle comunità locali. Nel 1958 viene eletto deputato, ma dopo un anno lascia il seggio per tornare a guidare l’azienda.

Nel 1955 a Pisa nasce il gruppo di ricerca guidato dall’ingegnere Mario Tchou, e nel 1959 l’Olivetti presenta l’Elea 9003, il primo calcolatore elettronico costruito in Italia. È un momento in cui l’Italia è all’avanguardia nel mondo.

Un sogno interrotto

Il 27 febbraio 1960 Adriano Olivetti muore all’improvviso, in treno, a 58 anni. L’anno dopo Mario Tchou muore in un incidente stradale. Senza di loro la divisione elettronica viene venduta agli americani pochi anni più tardi. Nel 2018 l’UNESCO ha riconosciuto Ivrea, la città industriale costruita da Olivetti, patrimonio dell’umanità.

Da conoscere
  • Ivrea, città industriale del XX secolo Il patrimonio UNESCO dal 2018. Si visita a piedi, tra fabbriche, case e servizi.
  • L’Elea 9003 Il primo calcolatore elettronico italiano, del 1959, disegnato da Ettore Sottsass.
Perché per noi

Un’impresa crea valore per tutti, non solo per chi la possiede. Adriano Olivetti lo ha dimostrato con i conti in ordine e i dipendenti meglio pagati d’Italia. Leggi il tema Capitalismo responsabile.

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