Oltre confine

Gorizia e Nova Gorica: una piazza, due Stati

Ottobre 2026 · 4 minuti di lettura

Dove si cammina da un Paese all’altro in pochi passi. E dove, per ora, i controlli sono tornati.

C’è un punto d’Europa in cui un tavolino di bar può stare in Italia e il marciapiede dall’altra parte in Slovenia. È la piazza della Transalpina, a Gorizia, che sull’altro lato si chiama Trg Evrope, piazza Europa. Per capire perché una città si è divisa in due, e perché oggi si può attraversarla a piedi, bisogna partire dal 1947.

Come nasce un confine

Il trattato di pace di Parigi, nel 1947, fissa il nuovo confine tra Italia e Jugoslavia lungo il tracciato della ferrovia. A Gorizia resta il nucleo storico della città. Il resto del territorio, con i sobborghi e gran parte dell’entroterra, passa alla Jugoslavia.

Per dare una città a chi l’aveva perduta, la Jugoslavia di Tito decide di costruirne una nuova subito al di là del confine: Nova Gorica, progettata a partire dal 1948 con criteri moderni e funzionali, larghe strade, edifici pubblici, grandi spazi. È una città costruita per dimostrare qualcosa, e nello stesso tempo una città vera, dove con gli anni sono arrivate persone vere.

La piazza spezzata

Per anni il confine è una barriera rigida. La piazza della Transalpina, davanti alla stazione, viene tagliata dalla linea e dalla recinzione. Fino al 1954 c’è del filo spinato, poi un muro basso su una base di cemento. Eppure il confine non è mai stato impenetrabile come quelli della cortina di ferro: già nel 1955, con gli accordi di Udine, i residenti della fascia di confine ottengono permessi speciali per passare per lavoro, spesa o visite ai parenti.

Questa è una delle ragioni per cui Gorizia e Nova Gorica, pur in due sistemi opposti, restano per decenni più vicine di quanto la geografia politica farebbe supporre. Gli abitanti si conoscono, si sposano, si parlano in italiano, sloveno e dialetto.

Le date che cambiano tutto

Il 1° maggio 2004 la Slovenia entra nell’Unione europea. Nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, in piazza, la barriera viene simbolicamente rimossa tra festeggiamenti e discorsi. Il 1° gennaio 2007 la Slovenia adotta l’euro. Il 21 dicembre 2007, con l’ingresso nello spazio Schengen, cadono anche i controlli alla frontiera: da quel momento si passa senza fermarsi, e molti non si accorgono neppure più di avere cambiato Paese.

Una capitale culturale in due Stati

Nel 2025 Nova Gorica e Gorizia hanno condiviso il titolo di Capitale europea della cultura, la prima volta di una capitale transfrontaliera. L’apertura è avvenuta l’8 febbraio 2025, proprio sulla piazza della Transalpina. Il programma si è chiamato “GO! 2025” e ha avuto un tema chiaro: cancellare il confine come linea di separazione e pensarlo come luogo di incontro.

Come in ogni grande evento, accanto all’entusiasmo c’è il dibattito su che cosa resterà una volta spente le luci. Una base però esisteva già: dal 2011 le due città e il comune sloveno di Šempeter-Vrtojba hanno un organismo comune, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale GO, per progettare servizi insieme.

Il confine è tornato

Non è una favola a lieto fine. L’Italia ha reintrodotto controlli temporanei alla frontiera con la Slovenia, motivati dal rischio di infiltrazioni terroristiche lungo la rotta balcanica e dall’alto livello di immigrazione irregolare. I controlli sono stati rinnovati più volte e gli ultimi valgono dal 19 giugno al 18 dicembre 2026.

Le regole di Schengen permettono ai Paesi di ripristinare i controlli alle frontiere interne per periodi limitati e per motivi di sicurezza. Il problema nasce quando l’eccezione diventa la normalità: chi vive e lavora nell’area di confine paga il prezzo più alto, con code, ritardi, incertezza. Per chi ha un negozio, un’officina o un lavoro dall’altra parte, cambia il tempo di ogni giorno.

Il tema, in realtà, è doppio. Da una parte c’è un interesse legittimo a sapere chi entra, e a contrastare i traffici illegali. Dall’altra, c’è il valore di un’Europa senza frontiere interne, che è forse la più concreta delle sue conquiste.

Cosa fare, se ci andate

Partite dalla piazza della Transalpina, attraversate a piedi la linea segnata sul pavimento e confrontate le due città: da un lato il centro storico di Gorizia, con il castello e le strade strette, dall’altro la geometria larga e ordinata di Nova Gorica. È una lezione di storia europea che si fa in un quarto d’ora.

Cosa ne pensiamo

Un confine europeo dovrebbe governare gli ingressi, non interrompere la vita di chi lo attraversa ogni giorno per lavorare, studiare, fare la spesa. I controlli vanno fatti dove servono, con regole chiare e uguali per tutti i Paesi dell’Unione, con una polizia di frontiera europea più forte e con tempi certi. È la differenza tra un confine che protegge e uno che separa.

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