La mafia · Stagione 1 · Puntata 1
Nel 1838 un magistrato descrive in Sicilia «piccoli governi nel governo». La parola mafia non esiste ancora. Come la cosa è diventata parola, dal 1838 al 1904.
Le storie di mafia di solito cominciano con un morto. Questa comincia con delle carte. Lettere di magistrati, rapporti riservati di prefetti, una commedia in dialetto, un’inchiesta di due ventenni toscani.
In questa serie trovi ogni fatto con la sua fonte, e tre segni che tornano sempre. Tocca i nomi sottolineati per aprire la scheda della persona.
Tra il 1860 e il 1861 la Sicilia entra nel Regno d’Italia. Ma quello che poi chiameremo mafia esiste già, senza un nome. Lo raccontano le carte di chi la incontrò per primo.
Sulla mappa i 391 comuni di oggi. Seguiamo, città per città, come la cosa è diventata parola.
Il procuratore del re Pietro Calà Ulloa scrive che in molti paesi esistono «unioni o fratellanze, specie di sette, che dicono partiti».
Hanno un capo, una cassa comune, proteggono gli imputati e accusano gli innocenti. «Sono tante specie di piccoli Governi nel Governo».
Fonti · Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2025 · Rivista Cross, 2018Al teatro va in scena «I mafiusi di la Vicaria», di Gaspare Mosca e Giuseppe Rizzotto. Racconta i detenuti delle carceri palermitane.
La parola è nel titolo, anche se nel testo i personaggi parlano di camorra e di «sucività».
Fonte · Il Post, 31 maggio 2011Il nuovo prefetto Filippo Antonio Gualterio scrive un rapporto riservato sulla «cosiddetta Maffia», un’associazione criminale.
Il 10 agosto da Carini un delegato di pubblica sicurezza descrive arrestati «alle dipendenze del partito della Maffia».
Fonte · Il Post, 31 maggio 2011Due giovani toscani, Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, fanno in Sicilia un’inchiesta-reportage. Lo stesso anno il Parlamento riceve l’inchiesta ufficiale Bonfadini, il 2 luglio.
Franchetti vede «una classe con industria ed interessi suoi proprii, una forza sociale di per sé stante», guidata dalla classe media.
Fonte · Senato, dossier 27, 2013Emanuele Notarbartolo, ex sindaco di Palermo ed ex direttore del Banco di Sicilia, sale sul treno a Sciara.
Nella galleria dopo Termini Imerese viene ucciso con 27 pugnalate. Il corpo è gettato dal finestrino vicino a Trabia.
Fonte · BalarmIl questore Ermanno Sangiorgi indaga sui gruppi della ricca campagna intorno a Palermo. Ne esce un fascicolo di circa 500 pagine scritte a mano.
Le sue indagini restano dimenticate fino alla fine del Novecento.
Fonte · Rivista Cross, 2019




Questo è Giuseppe Rizzotto nei panni di uno dei suoi «mafiusi». La commedia «I mafiusi di la Vicaria», scritta con Gaspare Mosca, porta la parola in teatro.
Illustrazione del 1895 · Il Post, 31 maggio 2011Il prefetto Filippo Antonio Gualterio scrive di una «cosiddetta Maffia». È la prima volta che la parola indica un’associazione criminale in un documento ufficiale.
Il Post, 31 maggio 2011Il Nuovo vocabolario siciliano-italiano di Antonino Traina esce a Palermo a fascicoli, dal 1868. Alla lettera M c’è la parola.
Traina, Wikimedia Commons«Neologismo per indicare azione, parole o altro di chi vuol fare il bravo: sbracerìa, braverìa.»
Traina la registra come una parola appena nata. Vuol dire spavalderia, voglia di fare il bravo.
«Nome collettivo di tutti i mafiusi.»
Non solo un atteggiamento. Anche un insieme di persone.
«Di cosa buona, eccellente nel suo genere» · «In buono senso: baldo, baldanzoso.»
La parola ha ancora due facce. Una negativa e una quasi lusinghiera. Ci torniamo tra poco, con le ipotesi sulla sua origine.
Traina, Wikimedia CommonsLeopoldo Franchetti e Sidney Sonnino girano la Sicilia. Il libro di Franchetti esce nel 1877.
Franchetti 1877, Wikimedia Commons«…si può quasi dire di essa che è addirittura un’istituzione sociale.»
Parla della «classe dei facinorosi». Dice che in Sicilia non somiglia ai malfattori di nessun altro paese.
«…una classe con industria ed interessi suoi proprii, una forza sociale di per sè stante.»
Non più solo strumento dei potenti. Un potere con i suoi affari.
Franchetti 1877, Wikimedia CommonsLa parola
Scegli l’ipotesi che ti convince di più, poi gira le altre.



Emanuele Notarbartolo è sindaco di Palermo dal 1873 al 1876. Poi il governo lo mette a capo del Banco di Sicilia, che guida fino al 1890.
BalarmSale sul treno per Palermo. Nella galleria dopo Termini Imerese viene ucciso con 27 pugnalate. È considerato il primo delitto eccellente di mafia.
BalarmLa Camera autorizza il processo contro il deputato Raffaele Palizzolo, indicato come mandante.
BalarmLe indagini del questore Ermanno Sangiorgi finiscono in un processo per associazione a delinquere. Rinviati a giudizio in 89, poi ridotti a 51. I condannati sono 32, con una pena media di tre anni e sei mesi.
Disegno de L’Ora · Castellano, Rivista Cross, 2018La Corte di Bologna giudica Palizzolo colpevole. La Cassazione annulla la sentenza.
BalarmIl nuovo processo si apre il 5 settembre 1903 e finisce nel luglio 1904. Palizzolo viene assolto.
Domanda apertaChi volle la morte di Notarbartolo, e perché la giustizia non arrivò a una verità definitiva?
Firenze University PressI legami
Persone e istituzioni del caso. Tocca un nome per accendere i suoi legami.
Confini dei comuni · Openpolis, geojson-italy, su dati Istat.
Ritratti · Wikimedia Commons, opere in pubblico dominio. Per Gaspare Mosca ed Ermanno Sangiorgi non esiste un ritratto libero, al loro posto le iniziali.
Foto e documenti dell’epoca · Wikimedia Commons e Rijksmuseum, in pubblico dominio o CC0. Le parti evidenziate sono nostre.