Il guardiano ferito
Il secondo guardiano di Galati sopravvive a tre colpi alla schiena. Poi si accorda con Giammona.
AccertatoLo racconta Galati nel memoriale. Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018
La mafia · Stagione 1 · Puntata 2
Nel 1812 la Sicilia abolisce il feudo. La terra cambia padrone, la violenza nelle campagne no. Chi comandava nei campi e nei giardini, e perché la mafia cresce dove ci sono soldi da proteggere.
Palermo, 1872. Gaspare Galati possiede un giardino di limoni appena fuori città. Un uomo d’onore vuole costringerlo a vendere, con estorsioni e violenze sempre più pesanti.
Il guardiano del giardino è un uomo d’onore, legato ad Antonino Giammona, il capo della borgata dell’Uditore. Galati prova a licenziarlo. I due guardiani che prende al suo posto vengono colpiti. Il primo muore. Il secondo sopravvive a tre proiettili nella schiena, e decide di mettersi d’accordo con Giammona.
Galati, che lì lavorava da più di venticinque anni, scappa a Napoli con la famiglia. Da lì scrive al ministro dell’Interno e racconta tutto in un memoriale, «I casi di Malaspina e la mafia delle campagne di Palermo». Finisce negli atti dell’inchiesta parlamentare Bonfadini.
AccertatoIl memoriale di Galati è negli atti dell’inchiesta parlamentare Bonfadini. Fonti · Journal of Economic History, 2017 · The Conversation, 7 febbraio 2018 · Lupo, Il tenebroso sodalizio, 2010 · NPR, Planet Money, 2020
1874 · La lettera al ministro
Nella lettera Galati mette i numeri della borgata dove comanda Giammona. Ogni punto è un abitante.
In un solo anno, una persona uccisa ogni 35 abitanti.
AccertatoLo scrive Galati al ministro dell’Interno. Sono i numeri di un testimone, non di un censimento. Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018




Intorno alla città c’è una pianura di giardini irrigati. Le borgate dove si muovono Galati e Giammona, Malaspina e l’Uditore, sono lì in mezzo.
Foto di Giorgio SommerNell’interno dell’isola si coltiva grano su distese enormi, i feudi. Qui invece ogni pezzo di terra è un giardino di agrumi.
«La perfezione della coltura nei giardini d’agrumi della Conca d’oro è proverbiale; ogni palmo di terreno è irrigato, il suolo è zappato e rizzappato, ogni albero è curato come potrebbe esserlo una pianta rara.»Fonte · Franchetti 1877, Wikimedia Commons
Il medico scozzese James Lind dimostra che gli agrumi prevengono lo scorbuto, la malattia dei marinai. Dal 1800 la domanda di limoni cresce in tutto il mondo, e la Sicilia domina già quel mercato.
Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018Gli agrumi esportati passano da 250 mila quintali nel 1850 a 949 mila l’anno nei primi anni Ottanta. Quasi quattro volte tanto.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Gli agrumi crescono solo dove l’inverno è mite e l’acqua abbondante. Pochi produttori, guadagni altissimi, uno Stato che non riesce a proteggere la proprietà. Per gli economisti Isopi e Dimico è la combinazione che rende i giardini un bersaglio.
Ma per capire chi comandava in quei giardini bisogna tornare indietro di sessant’anni, quando la terra era ancora dei baroni.
Fonti · The Conversation, 7 febbraio 2018 · Journal of Economic History, 2017In Sicilia la terra è divisa in feudi. Il barone non è solo il proprietario. Ha anche poteri e doveri pubblici, compresa la giustizia.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Il barone affida il feudo intero a un gabellotto. Lui paga una somma fissa, la gabella, poi divide la terra in lotti e li subaffitta.
Ha quello che ai contadini manca, soldi, sementi, macchine e bestiame.
Fonte · Minna, Breve storia della mafia, 1984Nelle campagne, insieme al gabellotto, solo le sue guardie hanno cavalli e armi. Sorvegliano i campi, riscuotono gli affitti, proteggono la terra.
Franchetti vede proprietari con «campieri armati», scelti tra chi era stato un po’ brigante.
Fonti · Minna, Breve storia della mafia, 1984 · Franchetti 1876, su Rivista Cross 2017Sotto ci sono i contadini che prendono un lotto e i braccianti, che lavorano a giornata quando c’è lavoro.
Fonte · Minna, Breve storia della mafia, 1984Con la Sicilia sotto protezione inglese, il governo del principe di Castelnuovo e il re accettano una Costituzione che abolisce la feudalità. Il feudo diventa una proprietà privata come le altre.
Dal 1816 i Borbone estendono l’abolizione a tutto il Regno delle Due Sicilie.
Fonte · Avvenire, 10 agosto 2026Le terre dei feudi e della Chiesa vengono vendute. Molti gabellotti le comprano e diventano proprietari. Per difenderle assumono campieri, spesso ex briganti.
IpotesiPer gli economisti Dimico, Isopi e Olsson la riforma lasciò quasi intatto il potere dei baroni.
Fonti · Avvenire, 10 agosto 2026 · Journal of Economic History, 2017Alla caduta del fascismo il latifondo è ancora quasi intatto, e gran parte degli ex feudi è in mano ai gabellotti. Il movimento contadino chiederà «fuori il gabellotto dai feudi».
È una storia che riprenderemo con i sindacalisti uccisi.
Fonte · Domani, 11 febbraio 2022

Il Parlamento siciliano manda al re le Basi della nuova Costituzione il 25 luglio 1812. Il re le approva il 10 agosto.
La prima bozza l’aveva scritta l’abate Paolo Balsamo, su spinta del principe di Castelnuovo. In Parlamento la difendono soprattutto Castelnuovo e il principe di Belmonte.
Fonti · Costituzione di Sicilia, 1812, Internet Archive · Sicilia 1812, Assemblea regionale siciliana, 2012Le Basi sono dodici articoli. L’undicesimo chiude il feudo. Leggiamolo un pezzo alla volta.
«Che non vi saranno più feudi, e tutte le Terre si possederanno in Sicilia come in allodi»
Allodio vuol dire proprietà piena e libera. Per tenere la terra non si deve più niente a un signore o al re.
«conservando però nelle rispettive famiglie l’ordine di successione»
La terra resta a chi l’aveva, e passa agli eredi come prima.
«Cesseranno ancora le giurisdizioni baronali»
Il barone non può più fare giustizia nelle sue terre, con tribunali e carceri suoi. E non paga più i pesi che quei diritti comportavano.
«Si aboliranno le investiture, relevi, devoluzioni al Fisco»
Erano i passaggi e le tasse che legavano il feudo al re. A ogni eredità si pagava, e senza eredi il feudo tornava alla Corona.
«conservando però ogni famiglia i titoli, e le onorificenze»
I baroni restano principi, duchi e marchesi. Perdono il feudo, non il nome.
Domanda apertaIl feudo sparisce dalla legge. Ma chi lavora la terra, e chi la sorveglia, resta lo stesso. È la domanda di tutta la puntata.
Fonte · Costituzione di Sicilia, 1812, Internet ArchiveI conti
Un ettaro di agrumi contro un ettaro del resto dell’isola. Poi la crescita, anno dopo anno.
Lo storico John Dickie stima che gli agrumi rendessero più di 60 volte il profitto medio per ettaro del resto della Sicilia. Fonte · Journal of Economic History, 2017
1876 · Le carte di Franchetti
Franchetti racconta due associazioni. La società dei Mulini impone una tassa di poco più di 5 lire per ogni salma di farina, e di poco più di 3 per la semola. A chi si arruola nelle società va un tarì al giorno, 42 centesimi.
Il capo della società della Posa manda i suoi uomini contro i proprietari di agrumeti che non accettano gli affittuari e i guardiani scelti da lui.
La salma era la misura siciliana del grano. Fonte · Franchetti, Condizioni politiche e amministrative della Sicilia, 1876, § 3, su Rivista Cross 2017
Proteggere o farsi proteggere
Davanti alla violenza, la strada più sicura era spesso trattare con chi la comandava. Tre storie dalle carte.
Il secondo guardiano di Galati sopravvive a tre colpi alla schiena. Poi si accorda con Giammona.
AccertatoLo racconta Galati nel memoriale. Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018
Niccolò Turrisi Colonna pubblica uno studio sulla sicurezza pubblica in Sicilia e avverte che la repressione brutale avrebbe solo allontanato la gente dallo Stato.
IpotesiPer diversi studiosi era vicino a Giammona. Lo riportano Isopi e Dimico. Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018
La famiglia Greco, che nel Novecento diventerà una delle più potenti di Cosa nostra, comincia prendendo in affitto un giardino di limoni della tenuta Tagliavia.
AccertatoLo riportano Isopi e Dimico. Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018


Leopoldo Franchetti gira la Sicilia nel 1876. Il libro esce l’anno dopo. Nelle prime pagine racconta cosa scopre chi resta qualche giorno a Palermo.
Prima vede i giardini. Poi ascolta le storie.
Fonte · Franchetti 1877, Wikimedia Commons«…ucciso con una fucilata partita di dietro a un muro, il guardiano del giardino, perchè il proprietario lo aveva preso al suo servizio invece di un altro suggeritogli da certa gente che s’è presa l’incarico di distribuire gl’impieghi nei fondi altrui.»
Chi decide chi lavora in un giardino non è il proprietario. È lo stesso schema del giardino di Galati.
«…un proprietario che voleva affittare i suoi giardini a modo suo si è sentita passare una palla un palmo sopra il capo, in via di avvertimento benevolo, dopo di che si è sottomesso.»
Non sempre serve uccidere. Basta un colpo che sfiora.
«Dopo un certo numero di tali storie, tutto quel profumo di fiori d’arancio e di limone principia a sapere di cadavere.»
La frase più famosa del libro.
«Gli autori di questi delitti, hanno essi subìto processo e condanna? Quasi nessuno è stato scoperto […] perchè non si sono trovati testimoni a suo carico.»
E nessuno parla.
Fonte · Franchetti 1877, Wikimedia CommonsIl Parlamento approva un’inchiesta nazionale sull’agricoltura proposta da Stefano Jacini. La parte sulla Sicilia tocca al deputato Abele Damiani.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Ai pretori, i giudici di paese, si chiede qual è il reato più diffuso nel distretto e perché. Gli economisti Dimico, Isopi e Olsson hanno studiato le risposte di 143 distretti.
Sulla mappa le sette province di allora.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Qui la mafia è il reato più diffuso per 8 pretori su 27, il 30%.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Nell’attuale provincia di Agrigento la risposta è la mafia in 14 distretti su 17. L’82%, il valore più alto dell’isola.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Caltanissetta 7 su 16, Trapani 6 su 15, Catania 7 su 22, Messina 6 su 25, Siracusa 3 su 21. Tocca una provincia per i suoi numeri.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Il delegato di polizia Antonino Cutrera scrive che è nella pianura di agrumeti intorno a Palermo che «risiede la vera mafia».
Domanda apertaLe due misure non dicono la stessa cosa. Una conta il reato più diffuso, l’altra prova a misurare la forza dei gruppi. Quale sia più vicina al vero resta da capire.
Fonte · Lupo, Il tenebroso sodalizio, 20101900 · Il documento
Questa è la carta originale. I puntini rossi sono i comuni dove per Cutrera c’era la mafia, quelli neri i comuni dove non c’era. Il colore delle province segue l’intensità. Tocca la carta per ingrandirla.
1898-1900 · Il rapporto Sangiorgi
Il questore Ermanno Sangiorgi elenca 216 affiliati alle cosche della Conca d’oro. Lo storico Salvatore Lupo ne conta i mestieri. Il gruppo più grande non sono i ricchi, sono i salariati che custodiscono e gestiscono i fondi. Tocca un mestiere.
«Paura guarda vigna»Il detto che riassume l’autorità del mafioso guardiano. Fonte · Lupo, Il tenebroso sodalizio, 2010
Tra loro c’è il capo dell’Uditore, Antonino Giammona, «agiato possidente». Le borgate della Conca d’oro hanno nomi che torneranno spesso in questa serie, Piana dei Colli, Acquasanta, Malaspina, Uditore, Passo di Rigano.
Perché proprio lì
Gli economisti hanno messo a confronto i dati dei comuni dell’Ottocento con quello che si coltivava o si estraeva. Scegli la spiegazione che ti convince, poi apri le altre.
Domanda apertaLe tre spiegazioni non si escludono. Dove c’erano soldi da proteggere e uno Stato che non li proteggeva, qualcuno vendeva protezione. Quanto pesi ciascuna, gli studiosi lo discutono ancora.
La linea del tempo
Scorri col dito o usa il cursore.
La Costituzione siciliana trasforma i feudi in proprietà private.
Fonte · Avvenire, 10 agosto 2026I Borbone estendono l’abolizione a tutto il regno e vendono terre feudali ed ecclesiastiche.
Fonte · Avvenire, 10 agosto 2026Dopo la scoperta di Lind sullo scorbuto la domanda di agrumi cresce in tutto il mondo.
Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018Il magistrato Ulloa descrive le fratellanze nei paesi. Ne abbiamo parlato nella puntata 1.
Fonte · Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2025Le milizie private dei latifondi entrano nei moti del 1820, del 1848 e del 1860.
Fonte · Diacronie, ottobre 2019Turrisi Colonna scrive che la repressione brutale allontana la gente dallo Stato.
Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018Un proprietario di limoni vicino Palermo viene costretto a lasciare la Sicilia.
Fonte · Journal of Economic History, 201723 uccisi in un anno su 800 abitanti, scrive Galati al ministro.
Fonte · The Conversation, 7 febbraio 2018Racconta campieri armati e associazioni che impongono tasse sulla farina.
Fonte · Franchetti 1876, su Rivista Cross 2017Il Parlamento approva l’inchiesta agraria. In Sicilia la condurrà Damiani.
Fonte · Journal of Economic History, 2017In 51 distretti su 143 la mafia è il reato più diffuso.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Antonino Giammona, 78 anni, guida la cosca dell’Uditore.
Fonte · Lupo, Il tenebroso sodalizio, 2010Il questore elenca gli affiliati. Il gruppo più grande sono i guardiani dei fondi.
Fonte · Lupo, Il tenebroso sodalizio, 2010Un delegato di polizia disegna la mappa della mafia comune per comune.
Fonte · Journal of Economic History, 2017Le carte e le foto
Tutti i documenti e le fotografie dell’epoca di questa puntata. Scorri di lato, tocca per ingrandire.
Confini dei comuni · Openpolis, geojson-italy, su dati Istat. Le province del 1881 sono ricostruite in modo approssimato, perché Enna e Ragusa nascono solo nel 1927.
Ritratti e carta di Cutrera · Wikimedia Commons, in pubblico dominio, tranne il ritratto di Abele Damiani, in licenza CC BY 3.0 IT. Dove non esiste un ritratto libero ci sono le iniziali.
Fotografie e documenti dell’epoca · Bibliothèque nationale de France, Biblioteca nazionale di Napoli e Internet Archive, Wikimedia Commons. Tutti in pubblico dominio, la foto di Giorgio Sommer in CC0. Le parti evidenziate sono nostre.